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sabato 5 maggio 2018

lo strapotere del #Vaticano frena i diritti #gay in #Italia

Il sociologo francese Frédéric Martel ha ben chiari i motivi per i quali in Italia i diritti umani delle persone LGBT vanno a rilento.

Frédéric Martel ha scritto il libro Global Gay, da qualche giorno disponibile anche in Italia per i tipi di Feltrinelli. Parlando del suo testo, l’autore ha sottolineato un aspetto che tutti noi, purtroppo, conosciamo molto bene: l’ingerenza del Vaticano sulla vita italiana. Analizzando infatti la situazione LGBT in Europa, Frédéric Martel ha detto:

L'Europa è spaccata in due: i paesi del Nord - come Danimarca, Belgio e Olanda - e la parte occidentale rappresentata da Spagna e Portogallo sono all'avanguardia su questi temi; la Francia sta nel mezzo e l'Italia è ancora molto indietro. L'influenza del Vaticano sullo stato italiano è sempre stata molto forte, ma il divieto di riconoscere i diritti dei gay è basato sull'ipocrisia: molte persone all'interno del Vaticano sono omosessuali (fenomeno che deriva anche dal fatto che la chiesa vieta il matrimonio ai sacerdoti), quindi per reazione mostrano un eccessivo atteggiamento anti-gay. In poche parole: più sei gay nel tuo privato, tanto più ti mostri ostile verso gli omosessuali in pubblico… questo è il segreto del Vaticano.


Lo studioso fa anche una suddivisione dell’omofobia, distinguendo tra hot omofobia e cold omofobia.

I paesi musulmani rappresentano una realtà difficile: ci sono ancora otto paesi che applicano la pena di morte, come l'Iran e l'Arabia Saudita. Io chiamo questo fenomeno "hot omofobia", perché la legge dello stato deriva da credenze religiose. Al secondo posto c'è l'Africa, in particolare Uganda, Malawi, Camerun e Nigeria, dove l'omofobia è connessa all'islamismo o all'evangelismo.
C’è poi la cold omofobia, che così viene spiegata dall’autore:


Poi c'è quell'atteggiamento che nel libro descrivo come "cold omofobia" che appartiene soprattutto alla Russia, alla Bielorussia e a una parte dell'Europa dell'Est. Infine c'è la maggior parte dell'Asia che non si esprime chiaramente, di fatto paesi come la Cina o il Vietnam non condannano le minoranze gay, ma di certo non proteggono i loro diritti. Poi ci sono democrazie più sviluppate, vedi il Giappone, e altre più arretrate come l'India.






   


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