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sabato 25 novembre 2017

in ricordo di #massimoconsoli; la biografia

Luciano Massimo Consoli era un personaggio poliedrico.

Aveva letto molto e molto viaggiato per conoscere di persona i vari movimenti, giornali, gruppi e personaggi gay e non-gay di tutto il mondo. Ha pubblicato numerosi libri tra saggi storici e religiosi, raccolte di poesia e commedie, tragedie e romanzi, racconti e traduzioni.

Lo hanno descritto per lungo tempo come il "fondatore del movimento gay italiano" :
in realtà, l'unica definizione che gli piaceva era quella di

"segretario di Dio"

Nato a Roma il 12 dicembre 1945 (lo stesso giorno in cui, ventiquattro anni più tardi, nel 1969, scoppieranno le famose bombe a Milano e nella Capitale, e delle quali furono strumentalmente accusati gli anarchici), Massimo Consoli entra giovanissimo in formazioni politiche dove si impegna attivamente fino a ricoprire incarichi direzionali locali presso un partito. In seguito, disgustato, concentra ogni suo interesse nella cultura, dirigendo varie associazioni culturali giovanili.

Scopre la stampa anarchica quasi per caso e ne diviene un assiduo collaboratore, soprattutto de L'lnternazionale, dove impara com'egli sia sempre stato un anarchico senza esserne cosciente. Insoddisfatto della provincia culturale italiana, diventa il "commesso viaggiatore della rivoluzione", errando continuamente per tutta l'Europa e dappertutto creando gruppi di militanti anarchici. Nel 1971, quando a Ragusa, presso le edizioni La Fiaccola vede la luce il suo primo libro Appunti per una Rivoluzione Morale, si trova già da un anno in Olanda, animatore del Gruppo di Solidarieta tra gli Italiani all'Estero e attento studioso dell'organizzazione omosessuale dei Paesi Bassi.

Ad Amsterdam pubblica anche il Manifesto per una Rivoluzione Morale: I'Omosessualità Rivoluzionaria, con interventi dei più autorevoli rappresentanti dell'omofilia europea: la scrittrice francese Françoise d'Eaubonne, il gesuita olandese Jan van Kilsdonk, gli italiani Dario Bellezza e Maurizio Bellotti, il gruppo belga di obiettori di coscienza XYZ, il giornalista Pierre Hahn, ecc. Contemporaneamente, in Svezia, prima su Viking e poi su Revolt, pubblica il suo romanzo 16-22 mentre, in una frenesia pubblicistica e nonostante il poco tempo a disposizione (di giorno lavora come operaio alla Fiat di Amsterdam e la sera pulisce i gabinetti di un ufficio, più tardi farà il facchino al porto, scaricando migliaia e migliaia di riviste per conto di una società che importa giornali da tutto il mondo) collabora con articoli ideologici, recensioni e cronache a tutta la stampa anarchica italiana (I'lnternazionale, Umanità Nova, Volontà, A) e in America a L'Adunata dei Refrattari (The Call of Refractaires), in Danimarca scrive per UNI, organo dell'lnternational Homosexual World Organization, in Svezia per le citate Viking e Revolt, in Francia publica su Arcadie poi su S, poi ancora su Elle et Lui, e così via, fin quando in Italia esce il numero zero del FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), sul quale, rispondendo a coloro che sostengono essere l'omosessualità un fenomeno di degenerazione piccolo-borghese e fondamentalmente antiproletario, pubblica il polemico articolo: Omosessualità e Rivoluzione.

 Dopo il FUORI! esce Con NOI che, in breve tempo, Consoli trasforma nel portavoce del CIDAMS (Centro Italiano per la Documentazione delle Attività delle Minoranze Sociali), la prima vera e propria organizzazione nazionale degli omosessuali nel nostro paese. Intanto, dapprima sulla stampa internazionale, poi su quella italiana, Consoli viene definito l'"ideologo del movimento omosessuale" del nostro Paese. Dal Corriere della Sera a Panorama, da L'Espresso a Momento Sera, dal Messaggero ad Aut a Paese Sera... e così via, anche i nostri giornali si accorgono che esistono gli omosessuali.
Attualmente Massimo Consoli è Presidente dell'Istituto Italiano di Storia Sociale e Segretario Nazionale del CIDAMS. Dirige inoltre la giuria del premio internazionale "Triangolo Rosa - Pier Paolo Pasolini" che il 2 novembre (nell'anniversario della morte del poeta) è riservato all'autore dell'opera letteraria che maggiormente contribuisca all'evoluzione morale, sociale e civile degli omosessuali; dirige anche la commissione preparatoria del Tribunale Internazionale per i crimini contro l'omosessualità, (TIPCCO), che avrà la funzione di giudicare quegli Stati che ancora conservano una legislazione omosessuorepressiva.

[da 'Carte Segrete' n. 27, Gennaio-Marzo 1975, pagg. 97-103, Luciano Massimo Consoli]

" Mio padre diceva sempre che dovevo la vita alla portiera dello stabile di via Galvani, dov'ero nato il 12 dicembre del 1945, un mercoledì, alle 8.00 del mattino […]

Essere nato di mercoledì ha, oggi, un'importanza particolare per me, dopo aver scoperto che in questo giorno fu creata la luce.

Mio padre diceva di avermi battezzato con il primo nome di Luciano perché così si chiamava il più stretto amico della sua giovinezza. Mia madre la pensava diversamente […] avevano optato per il giorno successivo […] in cui ricorreva Santa Lucia […] secondo la Maga di piazza Navona […] mi chiamavo Luciano perché destinato a portare la luce, cioè la verità, alle genti, a illuminare i popoli. I miei erano stati guidati dalla mano di Dio […] mi piaceva scegliere tra le tante spiegazioni possibili del mio nome […]

Mamma […] mi aveva dato a balia a una signora che aveva appena partorito. I miei mi venivano a trovare tutti i giorni […] portavano […] borse piene […] della nostra ditta ai Mercati Generali […]

La portinaia […] li accompagnava […] mi si era affezionata fin dal momento della nascita.

Un giorno […] disse ai miei genitori : << Quella mignotta non dà niente al pupo […] er pupo me ce more da quella zozzona là! >> "


[da "Affetti speciali", Luciano Massimo Consoli, Massari Editore]

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