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giovedì 28 settembre 2017

il #Kuwait deporta decine di uomini sospettati di essere omosessuali

Il Kuwait è un minuscolo Stato del medio oriente con capitale Kuwait City ed una popolazione in crescita vertiginosa che si aggira attorno ai 5 milioni di abitanti.

Come in altri paesi vicini o confinanti (Bahrein, Omán, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi...) è severamente proibito non solo essere apertamente omosessuali o transessuali, ma anche tenere una condotta ambigua o non perfettamente "ortodossa", come ad esempio non rispettare alla lettera i ristretti canoni di abbigliamento suggeriti dalla società.

Un cosiddetto "comitato della moralità" ha realizzato una serie di retate durante il mese di agosto, portando alla chiusura di 22 centri massaggi suppostamente luogo di incontri e alla deportazione di decine di persone reputate "colpevoli" di essere gay o transgender.

Già negli anni precedenti il piccolo Stato aveva minacciato controlli medici alla frontiera per "individuare i gay" tra i richiedenti visto. Le modalità di tale esame (forse non a caso) non sono mai state rese note.


In Kuwait il codice penale punisce le relazioni sessuali tra uomini adulti e consenzienti con 6 anni di carcere. La pena si alza addirittura a 10 anni in caso le persone coinvolte siano minorenni (ragazzi sotto i 21 anni), mentre l'omosessualità femminile non è nemmeno contemplata.


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