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giovedì 1 giugno 2017

#omogenitorialità; la risposta d'amore di due papà per la loro piccola Letícia

Ogni adulto che desidera allevare un bambino, si augura il meglio per sé e per l' erede che verrà. Quando ti proietti in un futuro fatto di pannolini sporchi e pappine, pensi anche che tuo figlio sarà bellissimo, intelligentissimo e super simpatico. Perché fare un figlio è un enorme atto di ottimismo e le coppie omogenitoriali non fanno eccezione.

In questi ultimi anni ci siamo abbastanza abituati nel vedere foto di papà o di mamme omosessuali, mentre sorridenti abbracciano i loro bambini spesso oggettivamente meravigliosi e felici.

Quello che voglio raccontarvi però è un'altra storia, la storia di Leandro, Hugo e della loro piccola Letícia.

Li abbiamo conosciuti qui a Dublino, un paio di anni fa a casa dei nostri vicini. Vedendoli insieme ricordano Bud Spencer e Terence Hill, simpatici e chiacchieroni come lo stereotipo latino impone, infatti sono portoghesi. Dopo qualche mese abbiamo saputo che erano volati oltre oceano per coronare il loro sogno, quello di mettere su famiglia. Non sono ricchi e per affrontare questo progetto hanno chiesto un prestito e sono stati aiutati dalle loro famiglie. Durante il periodo di gestazione, facevano in continuazione avanti e indietro, anticipando le ferie e facendo anche a turno. Ci raccontavano della stanchezza dei viaggi, delle attese delle emozioni forti e poi, di questa donna meravigliosa e già mamma che li stava aiutando, mettendo a disposizione se stessa.

La loro vita andava avanti e la pancia cresceva, La prima bella notizia arrivò quasi subito, si trattava di due gemelle. Le nonne da Lisbona iniziavano a mandare corredini e gli amici qua a Dublino li aiutavano a preparare la loro stanza. Le ultime settimane le hanno passate assistendo Maria, ironia della sorte la donna che portava la gravidanza per loro si chiamava proprio come la prima donna che ha partorito grazie alla surrogacy divina (si scherza eh!).

Ma, i primi problemi arrivarono nel momento del parto. complicazioni molto serie, con decisioni immediate prese dai medici per non mettere a repentaglio la vita di Maria. Una delle due bimbe non ce l'ha fatta e Letícia è nata con uno scompenso di ossigeno al cervello, che le precluderà di avere uno sviluppo psicomotorio normale. Ed è in questo contesto di dolore e costernazione che Leandro e Hugo hanno tirano fuori tutte quelle qualità umane per far fronte a tanta disperazione, che noi possiamo racchiuderle in una parola sola, resilienza.

Una settimana fa siamo stati alla festa del primo compleanno di Letícia, c'erano tanti bambini e genitori, c'era tanto cibo buono e palloncini colorati, le pareti erano addobbate a festa e i nonni erano arrivati dal Portogallo. La piccola Letícia è cresciuta, non cammina e probabilmente non camminerà mai, non parla e probabilmente non parlerà mai, ma quando sta in braccio a papà Leandro (Bud Spencer per capirci) ride, perché questa bimba una cosa la sa fare, ed è ridere.

I suoi papà si impegnano tanto, la portano a terapia quasi tutti i giorni e ogni due mesi tornano in Portogallo per una settimana, dove si trova uno degli ospedali più avanzati d'Europa per chi soffre di questo tipo di patologia.

Con Maria si sentono frequentemente, lei è tornata a fare la mamma a tempo pieno e i suoi figli per il compleanno, hanno spedito a Letícia un disegno bellissimo, che la ritrae sorridente accanto ad un grande numero uno, tra fiori giganti e farfalle coloratissime. Perché la nostra piccola Letícia forse non camminerà mai, forse non parlerà mai, ma grazie ai suoi amorevoli papà, ridere le riesce benissimo.

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