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giovedì 4 maggio 2017

il gruppo #BPM sposa le tesi integraliste di Gandolfini e si scaglia contro la #GPA

Il compito di una banca è quello di gestire i risparmi, gli investimenti dei propri clienti e di elargire prestiti per lo sviluppo dell'economia, evitando di offrire spazi a coloro che predicano odio e omofobia. 

Sembra pensarla diversamente il gruppo BPM, nato dalla fusione tra il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano che ha offerto la sua sala convegni di Verona per ospitare un incontro/convegno degli integralisti NO GENDER contro la GPA.

Il titolo del convegno é eloquente, "Utero in affitto: Un affare per pochi, dignità e rispetto per nessuno" e si terrà domani alle 20:30, vi parteciperanno gli esperti anti-gay più “illustri” come la giornalista de "La Verità", Marianna Baroli.

Riteniamo sia gravissimo, che una banca, che per sua mission dovrebbe avere il carattere dell'inclusività e dell’universalità, abbia concesso una sala congressi, sposando inevitabilmente l’iniziativa e schierandosi a fianco di Gandolfini e delle sue tesi integraliste e omofobe.

Siamo sicuri che a Piazza Meda si siano dimenticati di analizzare il profilo di chi avrebbero ospitato in casa loro, altrimenti potremmo pensare maliziosamente che alla BPM avere clienti LGBT provochi un certo imbarazzo. Ci domandiamo dunque quale sarebbe il trattamento che una coppia gay si vedrebbe riservato alla richiesta di un mutuo, ma soprattutto con quali motivazioni sia stata concessa una sala ad un movimento apertamente anti-LGBT? Tutte risposte alle quali l'Istituto di credito, contattato dal nostro staff non ha saputo o voluto rispondere, ma noi insisteremo.

Giovanni Lombardo

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