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venerdì 27 gennaio 2017

la #giornatadellamemoria (negata)



Qualcuno si domanda se momenti come la Giornata della Memoria siano davvero ancora necessari. I fatti.

Al teatro Verdi di Pisa è prevista la messa in scena di Bent di Martin Sherman per le scolaresche. A poche ore dalla rappresentazione il Comitato Famiglia Scuola Educazione raccoglie firme per bloccare lo spettacolo. "Non appare adatto alla visione di un pubblico adolescente e si muove inoltre su temi delicati inerenti la sessualità e l'affettività su cui le famiglie non sono state adeguatamente informate".

Ieri mattina lo spettacolo va comunque in scena raccogliendo il consenso degli insegnanti, ma soprattutto degli studenti che, intervistati dopo la visione, dimostrano una maturità che forse i genitori non sospettavano. "Dare un giudizio leggendo solo la trama, è come giudicare un libro dalla copertina", dichiara uno di loro al collega. Gente così è una promessa per il futuro, mi vien da pensare.

La lettura della vicenda si commenta bene con le parole di Simonetta Ulivieri, docente di Pedagogia di genere all'Università di Firenze. "Rifiutarsi di parlare di certi temi è una scelta miope. Gli studenti delle medie superiori non sono struzzi che possono crescere con la testa sotto la sabbia".

Ora, nessuno ha mai messo in dubbio la difficoltà del tema, dovrebbero capire i genitori. Ma è la stessa Shoah a essere difficile da capire. Pazzesca, inimmaginabile, inaccettabile da qualsiasi mente sana. Allora mi sorge il dubbio che forse i firmatari hanno letto la descrizione di Bent su Wikipedia e han firmato esprimendo un giudizio su qualcosa che non conoscevano. Ora dovrebbero riflettere sulle parole del ragazzo di cui sopra.

Per quanto mi riguarda la risposta alla utilità della Giornata della Memoria, la lascio a Primo Levi:
"Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo".

Stefano Paolo Giussani

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