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venerdì 27 gennaio 2017

#giornatadellamemoria; Germania, scoperta shock : gay castrati fino al 1969



Alla vigilia della Giornata della Memoria la ricerca storica di Jens Kolata scuote gli animi. Anche dopo la caduta del nazismo persone omosessuali sottoposte a mutilazioni.

Persone omosessuali sono state costrette o indotte alla castrazione in Germania ben oltre la fine del regime nazista. Almeno fino al 1969 quando il paragrafo 175, articolo del Codice penale tedesco aggravato proprio dai nazisti per perseguire persino i desideri omosessuali, è stato finalmente abolito.

A fare la scioccante scoperta è stato lo storico Jens Kolata, come riferisce un articolo uscito il 25 gennaio sullo Stuttgarter Zeitung. Lo studioso era alla ricerca di documenti relativi ai trattamenti sanitari cui erano stati sottoposti uomini omosessuali e bisessuali durante il nazismo, quando si è imbattuto in queste annotazioni relative alla castrazioni di “criminali sessuali”. Le cartelle erano custodite negli archivi della fortezza di Hohenasperg. Collocata a 20 km da Stoccarda, nella regione meridionale del Baden-Württemberg, la fortezza ospita oggi – come già durante il Terzo Reich – l’ospedale centrale del carcere regionale, dove sono stati eseguiti gli interventi di castrazione scoperti.

Le note dello psicologo Nikolaus Heim, che ha seguito fino agli anni ’80 gli uomini castrati dai medici della struttura, fanno riferimento a  51 uomini complessivamente sottoposti al barbarico “trattamento” tra il 1963 e 1978. 12 di questi avevano la dicitura “omosessuale” accanto alla tipologia di crimine sessuale. Nelle cartelle del dott. Heim sono anche riportate le pesanti conseguenze sulla salute delle vittime di questa pratica.

Gli storici sapevano già che i nazisti avevano castrato uomini gay e bisessuali fino al 1945

La prima menzione della castrazione come punizione o cosiddetto “trattamento”per gli omosessuali in Germania emerge sotto il regime nazista. Hitler e i gerarchi nazisti come Himmler sostenevano la pratica delle castrazioni come un mezzo per preservare e rafforzare la purezza della razza ariana. Esse venivano usate contro vari gruppi, inclusi i disabili, i Rom e Sinti, gli Ebrei e i cosiddetti “asociali”, per impedirne la riproduzione e il mescolamento genetico.

I nazisti castravano anche uomini gay e bisessuali per “curarli” e condurre crudeli esperimenti medici, come quelli molto noti del medico danese Vaernet, che altro non erano che un’ulteriore sofisticata forma di tortura. In alcuni casi, soprattutto nel primo periodo del regime, i nazisti proponevano ai catturati la castrazione come alternativa alla prigione o ai campi di concentramento. Si ritiene che in quegli anni migliaia si siano sottoposti a quella che essi definivano “smachilizzazione volontaria”.

Si pensava che la pratica fosse morta col regime nazista. Ora la Germania deve riscrivere la sua storia.

Secondo gli esperti la nuova evidenza rende credibile che i medici abbiano continuato a sottoporre a castrazione gli omosessuali dal 1945 fino al 1969, utilizzando le stesse metodologie per imporre loro il trattamento e persino lo stesso linguaggio. Lo Stuttgarter Zeitung ha anche portato alla luce la testimonianza di un uomo che nel 1996 aveva chiamato un noto programma radiofonico tedesco, raccontando di essere stato sottoposto a castrazione nel 1968. L’uomo, che aveva detto di chiamarsi Gustav, aveva raccontato di essere stato perseguito più volte per la sua omosessualità fino a scontare oltre vent’anni di prigione. Dopo l’ultimo arresto il procuratore lo avrebbe convinto ad accettare la castrazione in cambio della liberazione. Poco dopo essere stato effettivamente rilasciato, il paragrafo 175 del Codice tedesco che criminalizzava l’omosessualità era stato finalmente abolito. La storia raccontata da Gustav combacia perfettamente con le scoperte odierne di Kolata.

Ora la Germania deve rifare i conti con la sua storia. Il ministero della Giustizia del Baden-Württemberg ha espresso la volontà di chiarire fino in fondo questa vicenda. Già l’anno scorso il ministro Federale della Giustizia aveva annunciato l’intenzione di risarcire le vittime delle leggi penali anti-omosessuali tedesche, ma sembra che nessuno fosse a conoscenza delle castrazioni. Adesso il team di ricerca vuole approfondire l’indagine su tutti gli schedari giudiziari e carcerari della Germania.

Andrea Maccarrone

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