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lunedì 14 novembre 2016

turismo : #Torino punta sul mercato lgbt

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È un rischio, ma in un settore dominato da una competizione sfrenata è anche un modo per provare a distinguersi. Al World Travel Market di Londra sono sbarcati 5 mila espositori. Ci sono Paesi che stanno scommettendo sul turismo e hanno allestito stand faraonici: l’India, la Spagna (e fin qui c’è poco da stupirsi), ma pure il Costa Rica e molti stati del Medio Oriente. In questo contesto l’Italia prova a scalare le classifiche che la vedono quinta al mondo per numero di visitatori: l’Enit guidato da Evelina Christillin lancia un nuovo corso, il Paese si propone come un’unica entità con le sue varie articolazioni, e la prova è che c’è un’armonia anche scenografica tra gli stand delle regioni, cosa che non si verifica ad esempio nei padiglioni di Francia e Spagna.

INNOVAZIONE

In questo contesto diversificarsi potrebbe risultare più difficile, ed è qui che Torino e il Piemonte provano a giocare una carta. Rischiosa, si diceva, ma potenzialmente innovativa. La scommessa è diventare una meta prediletta del turismo gay-friendly, un mercato che vale il 7% dell’intero comparto turistico mondiale e muove oltre 70 milioni di persone l’anno, con una spiccata tendenza a viaggiare e ottime capacità di spesa. 

È una nicchia ma in un mondo che vede i grandi colossi scannarsi per accaparrarsi i nuovi mercati - i viaggiatori cinesi, indiani, arabi, corteggiati spasmodicamente da tutti gli operatori a Londra - la scelta del Piemonte è di non gareggiare con i tanti Golia in circolazione bensì cercare una propria strada. 

IL PROGETTO 

Ieri gli assessori al Turismo di Regione e Comune Antonella Parigi e Alberto Sacco, il direttore dell’agenzia Sviluppo Piemonte Maria Elena Rossi e quello di Turismo Torino Marcella Gaspardone hanno lanciato questo progetto, chiamato «Friendly Piemonte», promosso con Quore, associazione della galassia Lgbt. Con quattro obiettivi: incrementare la presenza di turisti, rafforzare il rapporto tra istituzioni e industria del turismo, favorire la presenza di turisti i particolare in bassa stagione, e fare attività di sensibilizzazione sui temi dei diritti civili e omosessuali.

COMUNITÀ RICONOSCIUTA 

Non si parte da zero. Nella comunità Lgbt Torino è conosciuta e riconosciuta come città tollerante e aperta. Addirittura è stata di recente citata dal «Guardian» come una delle dieci mete alternative in Europa da visitare almeno una volta nella vita per la sua raffinatezza, modernità e cultura. L’idea, come spiega l’assessore Parigi, è che il lavoro fatto finora per la promozione turistica del territorio sia stato efficace, ma non sia che un primo pilastro. «C’è da mettere a punto una solida strategia di attrazione e promozione, che faccia del turismo uno dei cardini del nostro sistema economico». La sindaca Appendino lo dice in modo un po’ diverso, ma in fondo l’idea è la stessa: «Se così tante persone quando visitano Torino si dicono stupite dalla sua bellezza significa che c’è un grande potenziale ma non è ancora stato fatto abbastanza per promuoverne l’immagine nel mondo».

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