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sabato 26 novembre 2016

#LeaderMaximo; @MichelePlastino : " parlare di lui significa, inevitabilmente,spaccare le opinioni "

E'morto Fidel Castro. Questa volta è vero. Nel corso degli anni varie volte si era sparsa la voce della sua fine,come spesso accade alle figure leggendarie. Parlare di lui significa ,inevitabilmente,spaccare le opinioni.

Quando ci fu la rivoluzione ero piccolo,un bimbo e ancora in me c'e'il ricordo terribile della paura della guerra atomica,quando tutto ruoto'li a Cuba e solo grazie a Papa Giovanni 23° e a Krusciov e Kennedy( in rigorosa classifica di merito) si evitò la catastrofe. Per me ,quindi,da bambino traumatizzato(con il film "l'ultima spiaggia"in testa)Cuba rappresentò'la paura. Poi arriva l'adolescenza,la gioventù. La mia formazione fu segnata dal liceo(classico)e dalla scuola,quel Mamiani,culla di cultura e di straordinario dibattito politico. Occupazione,collettivi,assemblee e scontri con quelli di Ordine nuovo,contrappositori presenti in forza al nostro movimento studentesco. Ne ho rimpianto,anche degli avversari politici,anche di qualche"scazzottata"laddove una sola cosa avevamo in comune:"l'ideologia". Non la stessa,ovviamente,ma la passione nell'averla,nel "sentirla".

E in quegli anni Cuba diventa un mito. E Castro ne è il simbolo,cosi come Che Guevara. E quando i due si divisero noi facemmo finta di non saperlo. Gli ideali hanno un punto debole: il rifiuto della delusione. Perché chi è idealista se scopre un inganno si autocondanna. Pensa di aver sbagliato tutto. E Castro era una icona fondamentale del comunismo romantico. Quello cosi simile al Cristianesimo. E per i credenti di sinistra l'incontro con Giovanni Paolo II fu una vera benedizione,la conferma che gli obiettivi potevano essere comuni.

E cosi nell'animo,Fidel, il Che, la rivoluzione sono sempre rimasti come ancore di un ideale di uguaglianza e giustizia. E l'idealismo nel suo insito romanticismo ti fa rifiutare gli aspetti negativi:la dittatura,il militarismo, la guerra ai dissidenti. E ti soffermi alle cose belle:la scuola,la cultura e soprattutto l'organizzazione sanitaria, di cui Cuba è un esempio mondiale. E oggi con la morte di Fidel muore una parte della nostra vita culturale, e una ideologia che il tempo ha cancellato. Se è un bene o un male ce lo dirà la storia, se a raccontarla saranno uomini liberi. E non prigionieri di chi ha ucciso le ideologie:l'economia. Hasta la victoria siempre Fidel. Anche con la tua coscienza .


Michele Plastino

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