BOTTONI [1]

lunedì 7 novembre 2016

il Vaticano condanna @RadioMariaITA

Dura presa di posizione della segreteria di Stato dopo le affermazioni andate in onda che parlavano del sisma come "castigo divino" per le unioni civili: "Chiediamo perdono è una affermazione pagana, non cristiana. L'emittente corregga i toni del suo linguaggio e si conformi di più al Vangelo". Ma il conduttore radiofonico conferma tutto evoca "Sodoma e Gommora" e ribatte: "Ripassi il catechismo".

Il Vaticano condanna le affermazioni di Radio Maria riguardo al terremoto come "castigo divino" dopo le unioni civili, andate in onda domenica scorsa, nel giorno della forte scossa di terremoto. "Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede", deplora monsignor Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato e tra i più stretti collaboratori del Papa. Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni "datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo che ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo". "I terremotati ci perdonino, a loro va la solidarietà del Papa". Ma padre Giovanni Cavalcoli, il frate domenicano al centro delle polemiche non si scusa e ribatte: "I terremoti sono provocati dai peccati dell'uomo".

"Una visione pagana". Due visioni contrapposte, quella del frate-conduttore radiofonico e del numero due della Segreteria di Stato della santa sede. Per l'arcivescovo descrivere il volto di Dio come capriccioso e vendicativo "è una visione pagana, non cristiana". "Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria - ha detto ancora monsignor Becciu - offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto".

"Radio Maria - ha aggiunto il prelato - deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell'anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell'ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore".

La replica. Ma padre Giovanni Cavalcoli, il frate domenicano conduttore di Radio Maria al centro delle polemiche per le sue affermazioni sul terremoto, non si scusa e a La Zanzara, la trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani su Radio 24 dice: "Ripetiamo esattamente cos'è che avrei detto esattamente". E al conduttore che gli fa ascoltare le frasi incriminate ("Dal punto di vista teologico questi disastri possono essere considerati un castigo del peccato originale") ribadisce quello che ha detto domenica scorsa. "Risentendo le mie parole, tutto sommato è un'opinione legittima. Si può pensare che il terremoto possa essere un richiamo, un castigo... Le unioni gay sono un peccato? Si capisce... Un omosessuale è una persona che pecca contro natura. Due uomini che stanno insieme cosa sono? Peccatori", ha continuato.

"Ha letto la storia di Sodoma e Gomorra? Perché vengono castigate? Per i peccati. Il castigo esiste, senz'altro. Semplicemente, sono peccati che meritano il castigo divino, non dico niente di nuovo", ha aggiunto sottolineando che si tratta di affermazioni delle quali non si vergogna minimamente: "E' lei che non capisce - replica al conduttore - io sono dottore in teologia da 30 anni. Cosa c'entrano i terremoti con la teologia? C'entrano sì! I terremoti entrano in quello che è il castigo divino conseguente al peccato originale. Le unioni sessuali possono provocare punizioni divine". e quando gli viene fatto notare che il Vaticano ha condannato le sue afermazioni, il frate non esita a ribattere: "Questa è la Bibbia. Ripassino il catechismo".

Radio Maria è una emittente cattolica indipendente dalla Santa sede non nuova a prese di posizioni oltranziste. Già prima della reprimenda vaticana, ad ogni modo, Radio Maria aveva "smentito categoricamente" chi attribuiva le parole sul terremoto a padre Livio Fanzaga, direttore dell'emittente, ammettendo però, in una nota, che "le espressioni riportate sono di un conduttore esterno", padre Giovanni Cavalcoli, "fatte a titolo personale e non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo".

Le reazioni. Le esternazioni veicolate dall'emittente cattolica hanno però raccolto una vera ondata di indignazione. Il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili le ha bollate come "scempiaggini blasfeme". Per monsignor Pompili che dallo scorso agosto è in prima linea nell'aiuto agli sfollati con la sua diocesi, "l'idea di una punizione divina è già di per sè una caricatura divina. Un'affermazione inaccettabile. Siamo di fronte a scempiaggini e ad una forma di blasfemia. Si tratta di una idiozia anche da un punto di vista teologico".

Non meno duro il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, che ha preso posizione con un post su Facebook intitolato "Non nominare il nome di Dio invano". "Come uomo, credente e vescovo - scrive Napolioni - non posso tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali, stampati o parrocchiali quando si attribuisce al terremoto la valenza di "castigo di Dio per le unioni civili", invito a rispettare la fede e la pazienza dei cristiani del Centro Italia come di ogni altra vittima di calamità e violenze e a non ferirli con parole sventurate che fanno più male delle pietre".

Tra le voci critiche che si sono sollevate, anche quella di don Rocco D'Ambrosio, docente alla pontificia università Gregoriana. "Queste frasi indignano - ha affermato afferma - perché rappresentano una degenerazione della fede cristiana a magia e superstizione, a una visione di Dio che punisce in vita per i peccati e scarica su tutti la colpa di alcuni. Questo non è assolutamente cristiano".

Su Radio1, a Un giorno da pecora, è intervenuta anche Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili, chiedendo l'intervento dell'ordine dei giornalisti. "Non so a quale religione lui appartenga - ha detto - ma credo che Dio sia contento se le persone sono buone e si amano. Siano esse un uomo e una donna o due persone dello stesso sesso".

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