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lunedì 14 novembre 2016

ecco come il governo di @realDonaldTrump potrebbe permettere di discriminare le persone lgbt

E se Mike Pence riproponesse l'RFRA, che di fatto legalizza la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere?

Ci sono varie aree in cui Donald Trump e il suo governo cercheranno di intervenire subito, una volta insediati. Una di queste è la libertà religiosa.

Il vice presidente Mike Pence aveva introdotto l’anno scorso una legge in Indiana, la RFRA (Religious Freedom Restoration Act), la quale permette a ogni individuo o società privata e pubblica di rifiutare di elargire servizi in base al proprio credo religioso. I suoi supporters dicono che questo tipo di leggi non hanno come obiettivo la discriminazione delle persone LGBT, perché non sono citate esplicitamente. Ma un credo religioso è anche quello che considera come unico matrimonio possibile quello tra un uomo e una donna, o quello che ritiene che il sesso sia determinato solo ed esclusivamente alla nascita: in base a ciò chiunque potrebbe rifiutarsi di servire un membro della comunità LGBT sulla base di una pura ideologia.

Ecco cosa potrebbe succedere: anche il resto degli Stati Uniti ha avuto un RFRA nel 1993, firmato proprio da Bill Clinton. Ma la Corte Suprema abrogò la legge per tutti, tranne che per il governo federale. Se il governo Trump tramite il vicepresidente Pence decide di ripresentare la legge, ci sarà un Congresso Repubblicano ad approvarla e una Corte Suprema a maggioranza conservatrice che la riterrà valida, o si rifiuterà persino di metterla in discussione.

Cosa significa: probabilmente non si arriverà a rovesciare la sentenza Obergefell, quella che ha introdotto il matrimonio gay egualitario, ma potrà diventare molto difficile sposarsi. I giudici e i magistrati potrebbero rifiutarsi di concedere licenze matrimoniali alle coppie dello stesso sesso, le agenzie di adozione potrebbero rifiutare richiedenti gay, i dottori potrebbero rifiutarsi di curare i pazienti. Persino i panettieri potrebbero rifiutarsi di vendere il pane. Potrebbe prospettarsi un’America dove ci si chiederà se ognuno con cui si interagisce per strada, nei luoghi pubblici e privati sia gay friendly. Perché chi non lo è potrebbe essere legalmente giustificato a discriminare.

Cosa si può fare? Innanzitutto bisognerà seguire e auspicare l’approvazione dell’Equality Act. Il progetto di legge aggiungerebbe l’identità di genere e l’orientamento sessuale come categorie protette dal Civil Rights Act. Il progetto è in Commissione e potrebbe morire lì, dato il cambio di governo. A meno che non ci sia una rivolta popolare affinché passi in aula. Anche lì potrebbe essere sconfitto, ma quantomeno diventerebbe una bandiera nazionale dietro la quale si unirebbero nella solidarietà milioni di persone, LGBT e non.

Giorgio Lazzarini

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