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BOTTONI [1]

lunedì 10 ottobre 2016

#UnitedArtistForItaly

Questa iniziativa nasce in modo spontaneo anche come risposta alle immagini stereotipate prodotte in un volantino di una istituzione italiana in cui per rappresentare delle ‘cattive abitudini’ sono state utilizzate immagini di neri, latini.
 Ci siamo chiesti: ‘Perché esiste ancora questa approssimazione nel rappresentare la società italiana nelle pubblicità , nelle fiction, nei film o addirittura nella comunicazione delle Istituzioni’ ‘Perché alcuni gruppi sociali, non importa se neri, donne, lgbt , diversamente abili spesso sono rappresentati con un etichetta o solo come un problema sociale’. ‘Perché alcuni gruppi della società sono spesso infilati in una SCATOLA, e stare in una scatola, credeteci, non è un bel posto dove stare'.'

UAFI non è solo un gruppo di persone accomunate da un'esperienza professionale nel mondo dei media, ma è soprattutto un'ideale, un progetto a lungo termine di una società migliore.

Siamo consapevoli di quanto i media siano fondamentali sia per costruire il senso di appartenenza ad una nazione, sia per la formazione dell’ identità individuale in termine di autostima, aspirazione, sogni. Paradossalmente una ragazzina con abilità diverse può aspirare a diventare un alto dirigente in ogni settore tranne che un'attrice.
 Sempre più artisti ,noti e meno noti decidono di metterci la faccia per chiedere il cambiamento che porti a una rappresentazione inclusiva, perché appartengono già a una generazione plurale e multietnica, nella quale l'industria dei media dovrà sempre di più transitare , e si spera non così lentamente.

In questi mesi Stati Uniti, Regno Unito, Francia ed altri paesi si sono accorti del divario che esiste tra rappresentazione della società e la società stessa e hanno adottato provvedimenti urgenti per rendere il cinema e la televisione più inclusivi, non solo sullo schermo ma anche tra chi ci lavora dentro. Proprio il mese scorso la BBC ha varato un obiettivo da raggiungere entro il 2020 ( solo in tre anni) in cui il 50% di donne, l'8 % di diversamente abili, il 15% di britannici neri , asiatici, latini, l'8% LGBT ricopriranno ruoli anche da protagonista nello schermo, ma anche dietro le quinte con un piano delle assunzioni attento a introdurre merito e diversità. Ovviamente questa strategia serve per sostenere un inizio per un cambiamento che tra 50 anni sarà invece automatico nella società ma che ora trova ancora molte resistenze.

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In Italia , in questi giorni il Senato ha approvato una nuova legge del cinema, che aumenta i finanziamenti pubblici ( che sono garantiti dalle tasse pagate dai contribuenti che appartengono a tutti i gruppi sociali) per il cinema ma che per pluralismo intende ancora il pluralismo dell'offerta delle produzioni ma non il pluralismo che sta alla base della creazione cinematografica, che in molti finanziamenti pubblici di altri paesi è invece uno dei punti di partenza su come si spendono i soldi pubblici. Vi chiediamo di sostenere questo cambiamento condividendo sui social questo spot realizzato grazie al supporto di Indiana Production (grazie Alga, Marco, Benni, Fabrizio) e di Minera Dream Production (grazie Fulvio) e grazie a tutti gli artisti che vi hanno partecipato per mettersi al servizio di un bene comune solo il proprio cellulare perchè volevamo lanciare subito un messaggio spontaneo forse dal tono di denuncia. A loro se ne aggiungeranno altri che vogliono essere parte di questo Cambiamento .


Per partecipare all'evento del 14 ottobre alle ore 11 di mattina alla Casa del Cinema di Roma manda una email a info@blaxploitalian.com

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