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giovedì 22 settembre 2016

la Svezia è il primo paese ad aver quasi neutralizzato l’AIDS

Risultati incredibili: il 90% dei sieropositivi conoscono il loro status, il 99,8% sono sotto trattamento antriretrovirale e il 95% di loro hanno una carica virale pari a zero.

Un gruppo di studiosi svedesi ha appena annunciato che la Svezia è il primo paese al mondo ad aver raggiunto gli standard prefissati da UNAIDS e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro l’HIV, i famosi “90-90-90”, e ad averli addirittura superati.

Gli standard si riferiscono a tre obiettivi: entro il 2020 tutti i membri dell’Organizzazione dovrebbero avere almeno il 90% della popolazione infetta da HIV diagnosticata, almeno il 90% di loro sotto trattamento antriretrovirale e minimo il 90% di loro con carica virale del sangue pari a zero.

La Svezia ha raggiunto gli obiettivi con 5 anni di anticipo e li ha superati: già dalla fine del 2015 il 90% dei sieropositivi conoscono il loro status, il 99,8% sono sotto trattamento antriretrovirale e il 95% di loro hanno una carica virale pari a zero entro i primi sei mesi di trattamento. Questo dato è importantissimo perché è stato ampiamente dimostrato che con carica virale a zero è impossibile trasmettere il virus, persino con rapporti sessuali non protetti; inoltre raggiungere lo standard 90-90-90 sottintende che almeno il 73% di tutte le persone infette da HIV hanno una carica virale neutra.

Gli studiosi sottolineano che, a scanso di equivoci, bisogna anche considerare altri fattori che hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo: la Svezia ha una popolazione sieropositiva molto bassa (solo 6.500 infatti su una popolazione totale di 9 milioni e mezzo) e il servizio sanitario nazionale è gratuito al 100%, il che facilita l’accesso alle cure. Inoltre vi sono leggi che obbligano i laboratori ospedalieri a comunicare e segnalare nuovi casi di HIV al servizio sanitario, obbligando di fatto il neo-sieropositivo al controllo e alla cura.

Il confronto con uno stato come il Regno Unito (se pur con le dovute differenziazioni, prima tra tutte il numero maggiore di abitanti) mostra differenze abissali: il 25% dei sieropositivi in UK è inconsapevole del proprio status e di conseguenza non riceve cure.

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