BOTTONI [1]

giovedì 12 maggio 2016

legge unioni civili, approvata; ma festa a metà

La Camera ha approvato, in via definitiva, la legge di regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze eterosessuali. 369 i voti favorevoli e 193 i contrari. Il testo della legge non ha subito modifiche da quello approvato in senato.  L’unione civile si può costituire in comune, “di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni”. La coppia può scegliere un solo cognome, oppure mantenerli entrambi. Dall’unione derivano: obbligo di assistenza materiale, morale e coabitazione; diritto di assistenza reciproca in carcere e in ospedale. In caso di morte di uno dei due partner, l’altro beneficia della pensione di reversibilità e, qualora esista un contratto d’affitto della casa di abitazione comune, il partner ha pieno diritto di subentro. Restano delle differenze sostanziali, rispetto ai matrimoni:  l’unione civile può essere sciolta facilmente, senza il periodo di separazione, che è invece obbligatorio in caso di divorzio, per le coppie etero unite da matrimonio; non è previsto alcun obbligo di fedeltà per gay e lesbiche; non è contemplata dalla legge la stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio biologico del/della partner. I singoli Tribunali saranno liberi di decidere in merito, con ampi poteri di discrezionalità.


“È andata! Siamo come in Francia 20 anni fa!” Commenta Luca Possenti, sposato con un uomo e papà di una bimba. In effetti, l’Italia è uno tra gli ultimi Paesi nel mondo civilizzato, a riconoscere le unioni civili. I matrimoni omosessuali sono consentiti oggi in quasi tutti i Paesi d’ Europa, non esclusa la cattolicissima Irlanda. Tuttavia la conferenza episcopale Italiana continua a dichiararsi contraria. Per il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “È un giorno di festa!” La risposta da parte degli attivisti LGBT non si fa attendere: “Le nostre famiglie non possono festeggiare. La legge sulle unioni civili tanto attesa e per cui i nostri soci, insieme a migliaia di altre persone, hanno a lungo lottato, non tutela  i nostri figli, il loro diritto a vedersi riconosciuti entrambi i genitori. Quale padre e quale madre parteciperebbero mai a una festa in cui i loro bambini non sono invitati?” Annuncia Marilena Grassadonia, Presidentessa e portavoce di Famiglie Arcobaleno. Giuseppina La Delfa, attivista ed ex Presidentessa di FA, ricorda che “avere due istituti diversi per regolare l’amore e l’impegno, significa che delle persone valgono di più delle altre, una coppia vale più dell’altra, dei figli valgono più di altri!” Certamente, il lavoro in Parlamento per fare approvare la legge non è stato facile, dato l’ostracismo e i continui ostacoli da parte della Lega e di tutto il centrodestra. In questo momento, sarebbe stato impossibile, senza una mediazione, far passare il testo sulle unioni civili alla camera. L’obiettivo delle associazioni LGBT resta però il matrimonio egualitario, senza alcuna discriminazione in base all’orientamento sessuale. Per Antonello Dose, storico speaker e autore del programma di radio due “Il Ruggito del Coniglio”, attivista del Gruppo Buddista Arcobalena SGI, oggi è l’inizio del cammino verso l’uguaglianza ma non bisogna abbassare la guardia: “Finalmente l’Italia comincia ad uscire dal Medioevo! Un primo passo in avanti è stato fatto ma la lotta per uguali diritti continua!”

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO