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sabato 30 aprile 2016

amministrative di Roma; Andrea Maccarrone : " aggregare le esperienze e le forze più belle e vive di Roma "

Per me che ho vissuto tantissimi anni di impegno nell'attivismo puro non è stata una decisione facile né scontata ma ho deciso di affrontarla di petto, come sempre faccio, assieme a un bella squadra in cui credo come una parte del nostro attivismo per la nostra città e il nostro Paese.

Nelle righe che seguono spiego meglio perché ho deciso di candidarmi.

Come sapete vivo a Roma da 19 anni. Sono laureato alla LUISS e ho svolto attività di ricerca in particolare sullo sviluppo economico in Palestina. Dal 1998 sono impegnato nel movimento per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e dei diritti umani e civili in generale, operando in particolare nel direttivo del Circolo Mario Mieli, di cui sono stato Presidente dal 2012 al 2015. Un'esperienza molto importante, che mi ha permesso di occuparmi di sociale, salute, scuola, cultura, eventi, culminata con l'onore e la responsabilità di rappresentare come portavoce il Roma Pride negli anni 2013, 14 e 15.

Ho deciso di candidarmi da indipendente nella lista della Sinistra per Roma, perché in questo delicato momento storico ritengo fondamentale contribuire al percorso di costruzione e ricostruzione di una Sinistra che riscopra nel rapporto con la realtà, con i movimenti sociali e il ricco tessuto associativo, con i problemi della città, delle cittadine e dei cittadini, quelle idee di uguaglianza, laicità, liberazione e comunità che sono la sua vera cifra: quelle per cui mi batto da sempre. L'unica che secondo me può ridare una speranza vera di rinascita dal basso e riscatto etico e civile alla nostra città.

Le sfide del presente richiedono per Roma le competenze e lo spirito che derivano dall'impegno nel sociale e nei movimenti e una politica libera e autorevole, capace di opporsi alla barbarie del razzismo, dell'omo-transfobia, della xenofobia, del fascismo e dei nazionalismi che vediamo crescere. Barbarie che a Roma, come in Italia e in Europa, servono a creare - a inventare - nemici per distrarre l'attenzione dallo scempio che si sta facendo del nostro patrimonio ambientale e culturale, delle tutele e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, dei beni comuni, del welfare, degli spazi di socialità autonoma e autogestita, dei servizi, della scuola e del sistema educativo in genere.

Mentre si fomentano paure, si costruiscono muri e si alimentano conflitti sociali e culturali, ci vengono sottratte risorse sociali e diritti, in poche parole: il futuro. Uno scempio, che ha visto negli anni aumentare a dismisura il divario sociale tra i molto ricchi e i sempre più poveri o impoveriti, abbassarsi per la prima volta l'aspettativa di vita, messo in discussione il rapporto di solidarietà e continuità nel lavoro e nella società tra le generazioni.

Roma, in questo senso, è uno specchio del peggio del Paese. Tutte e tutti noi che viviamo questa città conosciamo lo stato di abbandono del territorio, l'assoluta inefficienza dei servizi (dai trasporti alla gestione dei rifiuti, dai permessi agli asili) la fragilità sociale ed economica di interi quartieri. Una condizione che non è un destino ineluttabile, ma deriva dal sacco che potentati rapaci e mafie d’ogni sorta hanno messo in atto gestendo la città come un’enorme mucca da spremere sottraendo risorse alla collettività. Un sacco che fa a pugni con le grandi bellezze e potenzialità della città.
Per risorgere Roma ha bisogno di una profonda rinascita civile, ha bisogno dell'impegno disinteressato delle sue cittadine e dei suoi cittadini, di chi la ama, di chi la vive davvero, di uomini e donne di buona volontà, e soprattutto di coloro che nel volontariato, nel lavoro, nella politica, nel sociale attingono motivo ideale di impegno e di dono.

Un capitale umano che, se solo gli si restituisse dignità, può ridare vita e ricchezza a questa città, cominciando anche dalle piccole cose, dai caseggiati, da un'aiuola sotto casa, da un parchetto abbandonato, da uno spazio in disuso, da una pista ciclabile, da una palestra popolare in difficoltà, dagli artisti di strada, da un mercatino dell'usato o da una banca del tempo da riscoprire.

Chi governerà Roma dovrà smetterla di punire le cittadine e i cittadini che si impegnano, come è avvenuto negli scorsi anni chiudendo gli spazi sociali e autogestiti, evitando di discutere le delibere di iniziativa popolare, tagliando il sostegno al sociale, all'assistenza a chi fa cultura libera rimboccandosi le maniche.

Per questo interpreto la mia candidatura come una candidatura di servizio. Di servizio per Roma e per una sinistra moderna nei volti e nel linguaggio, ma antica nei valori. Per una sinistra di tutti i diritti - sociali, civili e umani - laica, antifascista.

Non credo che sia compito di un candidato consigliere promettere di tappare le buche, mettere più autobus, parcheggi di scambio, asili, biciclette. Che bisogna fare queste cose lo sappiamo tutte e tutti: in troppi le hanno promesse mancando gli obiettivi. Fare la differenza – e di differenze me ne intendo davvero – vuol dire non solo fissare le priorità e stabilire CHE COSA fare, ma soprattutto COME e con CHI farlo. Per questo mi voglio impegnare a costruire un rapporto di servizio alla città e a chi la vive e la attraversa, attraverso un mandato di ascolto e di confronto, di contrasto alla criminalità e al malaffare, alle lobby e alle clientele, e di valorizzazione della cittadinanza attiva e impegnata.

Obiettivi, questi, che non mi sarà certamente possibile raggiungere da solo e a cui lavoriamo già con una squadra bella e piena di entusiasmo. Per questo spero che tante e tanti possano condividere e fare proprio il nostro progetto, attivamente sostenendolo nei prossimi mesi e anni. In un impegno che dovrà continuare oltre il voto, aggregando le esperienze e le forze più belle e vive di Roma.


Andrea Maccarrone

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