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mercoledì 2 marzo 2016

adozioni solo a coppie eterosessuali

Non solo Alfano e Di Maio. Il fronte contrario all’estensione delle adozioni anche alle coppie gay, come dovrebbe fare la legge promessa dal Pd all’indomani dell’approvazione al Senato delle unioni civili private della stepchild adoption, è trasversale, come lo era quello che ha ottenuto lo stralcio dell’art. 5 della legge.

Su Avvenire di oggi, è il senatore del Pd Stefano Lepri a parlare. In una lettera inviata al direttore, uno dei nomi di punta dei cattodem, pur dichiarando “opportuna” la “volontà del PD di rivedere la legge sulle adozioni”, spiega di trovare “convincente la scelta del legislatore che oltre trent’anni fa ha indicato la coppia eterosessuale sposata da almeno tre anni e valutata idonea, come la sola titolata ad adottare”. “Quindi – continua Lepri – la coppia con due caratteristiche: complementare nel genere e impegnata pubblicamente a garantire continuità affettiva“. Il senatore spiega poi che al momento ci sono circa dieci coppie sposate per ogni bambino adottabile. Al netto del fatto che il dato si riferisce ai soli bambini adottabili in Italia, Lepri ne deduce che “non vi è ragione per aprire ad altre soluzioni per l’adozione di figli di terzi, a meno che si dimostri che il genere diverso e la continuità affettiva siano irrilevanti“.

Lepri, dunque, omette di citare i trent’anni di studi scientifici svolti in tutto il mondo che dimostrano, appunto, che la diversità di genere è irrilevante per una sana crescita dei figli. Ma il riferimento alla “continuità affettiva” attribuita solo alla coppia eterosessuale sposata rivela qual è l’idea che il senatore cattodem ha delle coppie formate da persone dello stesso sesso: instabili e precarie. E, del resto, forse l’avere eliminato il vincolo di fedeltà dalla legge sulle unioni civili, in qualche modo avalla questo retropensiero e lo conferma.

Nel seguito della lettera ad Avvenire, Lepri parla esplicitamente delle coppie dello stesso sesso, ribadendo in sostanza la posizine già espressa in aula durante il dibattito delle settimane scorse. Per il senatore, alle coppie gay e lesbiche non si può concedere altro che l’affido rinforzato che definisce “l’esercizio della funzione genitoriale senza il riconoscimento della genitorialità leggittima“. Genitori a metà, insomma.

Il vicepresidente dei senatori del Pd conclude la lettera spiegando che “se rimettere mano alla legge significa ‘più adozioni per tutti’, io non condivido”.

Non stupisce, alla luce delle scorse settimane, la posizione di Lepri. E vale la pena ricordare che, alla vigilia dell’inizio della discussione a Palazzo Madama sulle unioni civili, anche una quarantina di deputati del partito di Renzi avevano firmato una lettera contro la stepchild adoption.


Ce lo siamo chiesti ieri e oggi non possiamo che chiedercelo di nuovo: com’è possibile approvare una riforma della legge sulle adozioni che includa anche le coppie gay, se contro questa ipotesi ci sono non solo Alfano e il M5S, ma anche una frangia interna al PD?

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