BOTTONI [1]

venerdì 26 febbraio 2016

unioni civili, addio alla fedeltà?

Sminuito il ddl Cirinnà ora il Pd passa al contrattacco nel tentativo di declassare il matrimonio cosiddetto "tradizionale". A seguito dell'approvazione del maxiemendamento che cancella la stepchild adoption e gli obblighi di fedeltà coniugale per le unioni dello stesso sesso, è stato infatti depositato ieri a Palazzo Madama un nuovo ddl a firma Laura Cantini (tra i cofirmatari compare anche Monica Cirinnà) che mira a sopprimere l'obbligo di reciproca fedeltà tra i coniugi previsto dall'art. 143 del codice civile.

Il primo firmatario giustifica la proposta sostenendo che tale vincolo "è un retaggio di una visione superata e vetusta del matrimonio". Se è vero come sostiene sempre la Cantini che "il giudice non può fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza del dovere di fedeltà coniugale", al tempo stesso è assodato che "in linea di principio deve ritenersi comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio la violazione, in assenza di una consolidata separazione di fatto, dell'obbligo della fedeltà coniugale, che costituisce una regola di condotta imperativa (art. 143 comma 2 cod. civ.), oltre che una direttiva morale di particolare valore sociale, e che assume una gravità ancora maggiore allorché venga attuata in maniera reiterata o, addirittura, attraverso una stabile relazione extraconiugale" (Cassazione Sezione Prima Civile n. 7859 del 9 giugno 2000, Pres. Reale, Rel. Panebianco).

A chi sostiene che tale retaggio derivi dall'ingerenza della Chiesa Cattolica vorrei ricordare che il codice civile cosiddetto "Pisanelli", emanato nel 1865, recita all'art.130: "Il matrimonio impone ai coniugi la obbligazione reciproca alla coabitazione, della fedeltà e della assistenza". Notevole se pensiamo che lo stesso codice "nell'attribuire efficacia all'ordinamento dello Stato al solo matrimonio contratto civilmente, aveva ridotto all'irrilevanza insieme a tutti i matrimoni religiosi", come afferma la prof.ssa Natascia Marchei, docente dell'Università di Milano Bicocca.

Cosa rimane al matrimonio spogliato della fedeltà? Ovvio: solo l'interesse economico. Una volta che questo verrà meno "liberi tutti", anche - perché no - di tenere in piedi una relazione poliamorosa. Mazziati lo siamo già, di questo passo cornuti lo diventeremo ben presto senza possibilità nemmeno di appellarci alla legge. È la modernità, baby.


Antonio Grizzuti

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