BOTTONI [1]

venerdì 26 febbraio 2016

sulle unioni civili fuori da ogni schema

Il giorno dopo la sofferta mediazione sulla legge per le unioni civili molti non si ritrovano in un risultato che non coincide con nessuna delle posizioni di partenza. Tuttavia un passo in avanti è stato fatto attribuendo una serie di diritti all'unione fra coppie omosessuali. Ciò segna il netto superamento della inaccettabile situazione precedente. Di conseguenza riteniamo profondamente sbagliati gli attacchi che alcune associazioni gay rivolgono alla legge così come è stata approvata dal Senato.

Ciò detto devo ribadire la mia distanza da molte delle posizioni ideologiche e politiche emerse sul fronte opposto. Il professor Gandolfini non mi sorprende: egli voleva far cadere tutta la legge e già che c'era, se possibile, anche far cadere il governo. Di conseguenza oggi il professor Gandolfini non è affatto grato ad Alfano e all'Ncd per la battaglia e i risultati raggiunti, anzi scomunica e maledice tutti coloro che si sono impegnati nel cercare di dare uno sbocco politico alla manifestazione del family day. Si tratta di un esercizio di fondamentalismo che è sotteso, però, da un'ambizione politica - che si intreccia anche con quella di altri - che è quella di superare l'attuale crisi del centro-destra dando vita ad un partito fondato sull'integralismo cattolico.

Ciò detto erano del tutto ragionevoli le obiezioni di parte laica e di parte cattolica alle adozioni e il sottoscritto è stato fra quelli che hanno sostenuto la necessità di realizzare una mediazione che tenesse conto di queste posizioni. Siccome però il dibattito è stato spostato su un'altra direzione, quella ideologica, non posso fare a meno di dire esplicitamente che ho una posizione di segno del tutto opposto rispetto a quella che ha evocato l'esistenza di deriveantropologiche e contro natura.

Chiedo scusa se da relativista-storicista quale purtroppo sono colgo questa occasione proprio per storicizzare la questione dell'omosessualità. E' nel cuore dell'Occidente, certo non in Arabia Saudita e in Afghanistan, che sono sorte due questioni, quella del femminismo e quella della omosessualità. Ciò non è avvenuto per un intreccio di capricci e di desideri trasgressivi. Certamente l'Europa è segnata dalle radicigiudaico-cristiane, ma la storia delle idee e della politica non si è fermata lì ed è stata segnata anche dall'Illuminismo. L'Illuminismo, e poi tante altre rotture successive, hanno portato anche ad una libertà assoluta del corpo, dell'anima, della mente e del sesso.

Di qui per un verso il femminismo, di qui per altro verso la possibilità che la sessualità possa essere esplicitamente, alla luce del sole, non solo etero, ma anche omosessuale, con tutte le conseguenze anche sul terreno degli istituti giuridici, compreso il matrimonio. Queste le premesse dalle quali personalmente io traggo la conseguenza della liceità del matrimonio gay. Mi si consenta a questo proposito una domanda retorica: "chi sono io per arrogarmi il potere di inibire a due persone di fare quello che vogliono della propria vita se questa scelta non è di nocumento ad altri che possono liberamente fare l'opposto?".

Faccio questa domanda al di fuori di ogni schema precostituito perché ritengo anche che ci sia una superiorità intrinseca nella famiglia eterosessuale, nella sua funzione sociale e riproduttiva, e anche nella sua ricchezza umana perché essa offre al bambino due sensibilità diverse e complementari quali sono quelle di un uomo e di una donna ma, per ripetere la domanda retorica, "chi sono io per impedire ad altri una sensibilità, un'attrazione, una valutazione di segno opposto alla mia?". Dopo di che sono convinto che la grande maggioranza delle persone sarà per la famiglia eterosessuale, ma perché impedire alla minoranza di realizzare in un modo diverso la propria vita?

E poi, venendo al tema delle adozioni non è meglio inserire un bambino nato da una precedente relazione - nel caso che essa sia finita in modo irreversibile - nella nuova situazione affettiva scelta da uno dei suoi genitori sotto la gestione e il controllo di un'autorità terza quale il giudice che non di abbandonarlo a sé stesso? (ma già oggi lalegislazione per le adozioni consente una serie di soluzioni al di fuori degli schemi manichei sui quali ci siamo dilaniati, ma esse sono purtroppo ostacolate dalla realtà pratica). So benissimo che tutta questa seconda parte del discorso è legittimamente rifiutata da molti, cattolici e anche laici (compresa la stragrande maggioranza del mio partito) e quindi è stato giusto realizzare il compromesso che ha escluso l'articolo 5, la stepchild adoption e che ha segnato due percorsi ben diversi fra i matrimoni eterosessuali e le unioni civili per gli omosessuali. Ho voluto però fare un ragionamento per esteso per motivare le ragioni del mio dissenso da motivazioni che evocano tematiche come quelle riguardanti le "derive antropologiche",posizioni che rispetto ma che non condivido.

Per scendere dalle astrazioni alla realtà politica ribadisco quello che ho già detto ieri: fra le tante cose giuste, meno giuste o sbagliate (nulla è perfetto) della Forza Italia dal 1994 ai primi anni 2000, una di esse dovuta proprio a Berlusconi, fu quella di costruire un partito-movimento di laici e di cattolici uniti da una comune religione della libertà (nella quale rientra anche il crociano "perché non possiamo non dirci cristiani", che è però cosa ben diversa dal diventare clericali-integralisti). Ecco, non vorrei che l'NCD perdesse proprio questo retaggio positivo del berlusconismo originario.


Fabrizio Cicchitto

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