BOTTONI [1]

BOTTONI [2]

lunedì 15 febbraio 2016

i fuorilegge (cosa nasconde la guerra della Cei alle unioni civli)



La richiesta di imporre il voto segreto sulle Unioni Civili e la Stepchild adoption è l’ultimo tentativo della Cei (la Conferenza Episcopale Italiana) di affossare il ddl Cirinnà. Le parole del cardinale Bagnasco sono state chiare e non lasciavano dubbi. Mentre il Vaticano è travolto da ogni scandalo, tra le inchieste di Vatileaks e il dramma della pedofilia, tutti pare siano impegnati nel fare di tutto pur di non far passare una legge attesa da milioni di italiani, che l’Europa chiede all’Italia da anni. Riconoscere i diritti delle coppie composte da persone dello stesso sesso per la Cei pare sia un affronto troppo pesante da digerire. Ma la risposta questa volta è stata altrettato netta. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha liquidato la richiesta di Bagnasco affermando: “C’è la libertà di espressione. Sulle procedure però c’è la prerogativa delle istituzioni repubblicane di decidere”. Così come ha fatto il premier Matteo Renzi: “Il voto segreto lo decide il Parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei“.
Sul tema è entrato più volte anche il papa che ha affermato di riconoscere solo la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

“Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione. La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al ‘sogno’ di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità”.

Dovrà ricredersi chi ha visto in papa Francesco una sponda a favore dei diritti delle persone lgbt, oltre Tevere. Il rinnovamento così tanto ostentato da Bergoglio si conferma così sempre più una mera strategia di marketing per risollevare il consenso, sempre più in crisi, verso l’istituzione vaticana, provata da scandali di ogni genere. Non sono bastati quelli legati ai tanti casi di pedofilia, l’ultimo è proprio di due giorni fa e riguarda la condanna a 3 e 8 mesi per il sacerdote di Brindisi accusato di aver abusato di due ragazzini non ancora quattordicenni. A gettare ulteriori ombre sul pontificato di Francesco vi è poi la gestione delle vicende legate ai due testi che hanno raccontato  scandali e intrighi in Vaticano dei giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi sulle inchieste legate a Vatileaks. L’incriminazione degli autori e dei due presunti “corvi” accusati di essere i responsabili della fuga di notizie, Francesca Chaouqui e monsignor Lucio Angel Vallejo Balda – nominato dallo stesso Bergoglio a guidare il Pontificia Commissione  economici e amministrativi della Santa Sede – ben poco hanno in comune con l’idea di trasparenza e di ritorno alla chiesa delle origini.

Il dubbio pertanto è lecito. Bergoglio è sempre più un abile comunicatore, più che un reale riformatore, o solo un’arguta operazione di marketing che si dimostra però essere sempre meno vincente davanti alla prova dei numeri?

Il sostegno più o meno aperto al Family Day, gli attacchi quotidiani alle famiglie arcobaleno, i tentativi di affossare una legga attesa da trent’anni. E poi tante menzogne, luoghi comuni, sciacallaggi sul ddl Cirinnà (che qui vi abbiamo raccontato). Sembra una vera e propria guerra quella dichiarata dal Vaticano e dai suoi adepti a chi sostiene una legge che, se approvata, non intaccherà le sorti delle famiglie tradizionali. Ma allora cosa c’è davvero dietro la guerra vaticana ai diritti lgbt? Secondo tutti i sondaggi Papa Bergoglio piace. Ma la Chiesa ha un appeal sempre minore e i numeri sono allarmanti. Ed ecco l’ultima strategia: svoltare a destra, recuperare almeno il consenso degli ultraconservatori. Ma ecco cosa sta accadendo, realmente.

IL FLOP DEL GIUBILEO E IL CROLLO DEL TURISMO A ROMA
È stimato tra il 5% e il 10% il calo del turismo a Roma. È quanto emerge dai dati forniti da Federalberghi rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente. La paura del terrorismo non è l’unica ragione, visto che il calo non vi è stato in altre capitali come Madrid o Berlino. Il timore del caos legato alla presenza di pellegrini in una città che non brilla per trasporto pubblico o efficienza, avrebbe infatti convinto molti turisti laici a posticipare il proprio viaggio nella Capitale nei prossimi anni, dopo la conclusione di un Giubileo che finora si rivela solo un clamoroso flop.

IL CROLLO DELLE PRESENZE ALLE UDIENZE PAPALI
È il dato più allarmante, probabilmente, per il Vaticano. Poche file e una piazza che è stata piena solo nei giorni di Natale. Sperano che la causa possa essere solo il timore dei pellegrini per il rischio legato agli attentati terroristici, ma pare che così non sia.

LE NUOVE GENERAZIONI SEMPRE PIU’ LAICHE
È difficile poter fornire dati certi, ma il processo di secolarizzazione e laicità nelle nuove generazioni pare sia un fenomeno inarrestabile, in linea con quanto avviene in tutte le democrazie occidentali. Le stime parlano di una netta maggioranza di giovani tra i 18 e 35 anni che non frequentano luoghi di culto o lo fanno solo in particolari occasioni, come matrimoni e funerali. I  credenti non praticanti sono ancora la maggioranza ma 1 su 4 si dichiara ateo o agnostico.

2015: L’ANNO DEL BOOM DEGLI SBATTEZZI
Sono stati 50.000 i moduli per lo sbattezzo scaricati dal sito dell’Uaar. Il numero più alto mai raggiunto (nel 2014 sono stati poco più di 45.000). Eppure ancora in pochi sanno di cosa si tratti. Cos’è lo sbattezzo? Chi conosce la parrocchia presso la quale si è stati battezzati deve semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si chiede che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica. La lettera deve essere inviata per raccomandata a.r. all’indirizzo della parrocchia allegando la fotocopia del documento d’identità. I grandi media ignorano il fenomeno; in testa,  i giornali e le Tv di centro destra e quelle controllate dalla politica come la Rai che temono dilaghi tra i milioni di italiani che sono stati battezzati dopo la nascita ma che oggi si dichiarano atei, agnostici, cristiani non cattolici, fedeli di altre confessioni, cattolici non praticanti o critici con le istituzioni ecclesiastiche. Secondo l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti “è la secolarizzazione che avanza”, mentre per la Chiesa “è solo fenomeno passeggero, un moto di protesta che ricorda il Sessantotto”.

MATRIMONIO: COME CAMBIA L’ISTITUZIONE
Per la prima volta nel bienno 2014-2015, in tutto il centro e il nord Italia, i matrimoni civili hanno ampiamente superato quelli religiosi su un totale che diminuisce di anno in anno. Un dato che ha portato il papa a rivedere le norme che regolano l’istituto della Sacra Rota, nella speranza – forse – di facilitare le dichiarazione di nullità affinché le seconde nozze possano essere celebrate in chiesa e non “perdere” così i potenziali secondi matrimoni dei divorziati.
Il dato totale cala ma non crolla, grazie alle unioni celebrate tra stranieri, mentre è sempre più basso quello tra italiani. Quanto ai divorzi, sono 1 ogni 5 matrimoni. Le separazioni sono in rapporto di 1 a 3. La durata media del matrimonio è di 15 anni, ma diminuisce nei grandi centri.

Mauro Orrico

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO