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venerdì 8 gennaio 2016

Gloriana, nuova 'Filumena Marturano', non ha dubbi : " chi nega i diritti agli omosessuali non ha capito niente "



Filumena Marturano è, senza dubbio, un vero e proprio simbolo del teatro di Eduardo, un dramma conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. D’altronde, il ruolo della protagonista, la tenace e umanissima Filumena, è stato sempre ricoperto da grandissime interpreti della scena italiana, da Titina De Filippo a Regina Bianchi, da Pupella Maggio a Isa Danieli, passando per Valeria Moriconi, Mariangela Melato e Lina Sastri. E sul grande schermo, il successo di Filumena Marturano è legato ad un vero e proprio capolavoro del cinema italiano: Matrimonio all’italiana, diretto da Vittorio De Sica, con Sofia Loren e Marcello Mastroianni.

Filumena Marturano racconta, inoltre, una storia sempre attuale che, oggi, sembra adattarsi perfettamente alla rivendicazione di diritti e dignità della comunità LGBT. Certo, nella commedia di Eduardo non c’è alcun riferimento alla vicenda affettiva delle persone omosessuali. D’altronde, Filumena Marturano fu scritta nel lontano 1946, dunque ventitrè anni prima che il movimento omosessuale iniziasse ad alzare la testa, con fierezza, dopo i noti fatti di Stonewall. Eppure, in Filumena Marturano assistiamo alla rappresentazione della crisi della famiglia tradizionale italiana, borghese e patriarcale, fondata sul privilegio e sull’asimmetria. Su diritti garantiti ad alcuni e negati, ingiustamente, ad altri.

Ecco perché ho deciso di incontrare Gloriana, nota attrice e cantante napoletana, amatissima dal popolo che, spesso, si è riconosciuto nelle sue canzoni, nella sua voce potente e struggente, nella sua immagine di donna volitiva e sincera. Quello stesso popolo che l’ha applaudita con trasporto, in queste ultime settimane, al Teatro San Ferdinando, nel ruolo di Filumena Marturano nella nuova edizione della commedia, diretta da Nello Mascia.

Gloriana, sempre bella e solare, che ha scurito i capelli per entrare nel ruolo di Filumena, mi attende nel camerino, poco prima di entrare in scena.

Innanzitutto, Gloriana, cosa si prova ad interpretare un ruolo così importante e significativo come quello di Filumena Marturano?
Cosa si prova? Io ho provato ad essere me stessa. Perché Filumena è una vera femmina. E’ una donna importante. Filumena vuole arrivare al suo vero scopo e in questo è come tutti noi, perché tutti noi vogliamo crescere e vogliamo vincere e Filumena è una donna che ha vinto nella vita. Quindi: un applauso forte a Filumena, un applauso forte a questo grande personaggio femminile.

Interpretare Filumena, per come hai vissuto quest’esperienza, dà all’attrice forza ed energia o la carica di timori e di paure, anche perché ci si confronta con uno dei capolavori del grande genio di Eduardo?
Per me è stato facile. Ed è stato facile proprio perché il dramma è stato scritto da un grande uomo di teatro come Eduardo. Se tu leggi il testo di Filumena Marturano, ti accorgi che Eduardo spiega perfettamente, nelle didascalie, il carattere e la tempra di Filumena. E poi io sono una napoletana d.o.c. e capisco bene chi è Filumena Marturano perché anche Filumena Marturano è un napoletana verace, una donna del popolo che abita al vico San Liborio e non si lascia sconfiggere dalla vita, anzi raggiunge con determinazione il proprio obiettivo.

Filumena Marturano è anche la commedia con cui Eduardo, in maniera evidente, ci racconta il fallimento di un modello di famiglia, quello patriarcale, che già alla metà del secolo scorso mostrava chiari i segni di cedimento. Oggi, oltre al vecchio modello di famiglia, per così dire “tradizionale”, assistiamo alla nascita di nuove forme di famiglia, quelle create dalle persone dello stesso sesso. Che si amano. Eppure in Italia non esiste ancora una legge che regoli queste famiglie. Cosa pensi di questa situazione?
Io vorrei dire a tutti coloro i quali negano i diritti alle persone omosessuali che non hanno capito niente. Che negare i diritti alle persone omosessuali significa far male ai propri stessi figli. E’ necessario dare la libertà, la felicità, la vita al prossimo! E’ normale riconoscere a tutti gli stessi diritti. Gli omosessuali sono i nostri fratelli, le nostre sorelle, siamo noi tutti perché siamo tutti uguali.

Filumena Marturano, però, non parla solo della famiglia, come modello sociale, ma parla anche dei figli. Perché “E figlie so’ figlie”. Cosa ti senti di dire ai genitori relativamente al rapporto da avere con figli o figlie omosessuali?
Ma sono i genitori che crescono i figli e che li conoscono ed è soprattutto la mamma che deve essere la prima complice del figlio. I genitori devono aiutare sempre la realizzazione dei figli e devono sostenerli ed aiutarli in tutto quello che vogliono fare. Anche nell’amore.

E’giunto il momento in cui Gloriana deve diventare Filumena ed entrare in scena. Vicino a lei, c’è il suo compagno di vita e d’arte, Pino Moris che ascolta e condivide appieno le parole di Gloriana. Poi, prima di congedarci, Gloriana, con la sua spontaneità travolgente mi dice: La verità è che io vi adoro. E vi auguro di essere felici lungamente. Ogni qual volta ne ho l’opportunità, mi presto con amore a sostenere la vostra causa. A dare, come posso, un consiglio. Ad essere vicino al popolo, a tutti, indistintamente. Perché io amo il popolo ed è grazie al popolo che sono arrivata qua.

Claudio Finelli

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