BOTTONI [1]

domenica 31 gennaio 2016

"family day" obbedienza acritica a dogmi antichi



La difficoltà ad approvare minime leggi sulle unioni civili in Italia, è segno di un’arretratezza culturale, purtroppo difesa e promossa dalla religione. Al di là dell’attuale DDL Cirinnà o delle precedenti proposte (Pacs, Dico, ecc.): qual è l’origine di questa ostilità verso l’omosessualità? Ostilità condivisa dalle principali religioni monoteiste, come quella cristiana o musulmana, che affondano le loro radici nell’ebraismo.

I testi sacri, di cui il Vecchio Testamento è il piú influente sulla questione, raccolgono precetti scritti diversi millenni fa. Quando non vi era certezza che alla notte seguisse sempre il giorno. Quando era credenza diffusa che la Terra e il destino dei popoli era in balia di un dio severo e vendicativo, a cui sottomettersi con sacrifici animali e umani per non irritare la sua indiscutibile potenza.

Tra le innumerevoli cose, che la gente d’allora ignorava, è che un maschio adulto produce, in media, dai 5 ai 7 milligrammi di testosterone al giorno; ignorando ciò, si riteneva che ogni uomo avesse a disposizione una certa quantità di “seme” e che andava usato con parsimonia e per fini utili. Il ché voleva dire per procreare figli, ed auspicabilmente maschi (cosa fondamentale nelle società antiche, in cui gli abitanti erano contadini in tempi di pace e soldati in tempi di guerra). Qualunque uso diverso dei propri organi genitali (autoerotismo, omosessualità, fellatio, sodomia e via dicendo) era osteggiato giacché era percepito come una sottrazione di nuove “braccia” nei campi o meno soldati in tempi di guerra. Inoltre, la mortalità infantile era elevata e la vita media era quasi la metà rispetto ad oggi.

Il numero di combattenti era un elemento fondamentale per aggiudicarsi la vittoria in battaglia. Le religioni erano religioni di Stato, i quali ne incorporavano comportamenti e precetti. Sono innumerevoli le battaglie narrate nella Bibbia «Così dice il Signore degli eserciti: ho considerato ciò che ha fatto Amalek a Israele … Va dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene … uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini» (1 Samuele 15). Disperdere il seme per altri fini, era una debolezza per queste popolazioni aggressive. Si pensi anche al recente periodo fascista, che aveva messo una tassa sui celibi e premi per le famiglie numerose. Oggi, però, i vantaggi militari non dipendono piú da un elevato numero di soldati e, insieme ai pericoli della sovrappopolazione, si è ridotta la spinta alla procreazione. Le religioni, però, conservano questa cultura ignorandone le origini e il contesto: i figli come forza lavoro o in guerra come “carne da macello”; e conservano anche l’atteggiamento aggressivo necessario per simili forzature.

Un precetto morale non nasce dalla mente di uno o pochi individui, con il potere di condizionare la cultura di tutto un popolo e dei discendenti, ma è necessario un fine pratico che consolida certi comportamenti piuttosto che altri. Si consideri, su un altro versante, che nella Bibbia, Sara, la legittima sposa di Abramo, non riuscendo a dare figli al marito, gli offre la propria schiava Agar, ed è proprio un intervento divino che infine benedice la futura discendenza, affermando che sarà impossibile contarla (Genesi 16). Se il fine è la procreazione, anche la maternità surrogata veniva benedetta. Ed ancora, le figlie di Lot si accoppiano con il padre per dargli una discendenza, i cui figli furono i capostipite dei Moabiti e degli Ammoniti (Genesi 19). Questi fatti ed altri non riportati, tra cui l’incesto in attrito con il piú diffuso senso morale moderno, sono vie praticabili per i protagonisti della Bibbia e per il loro dio; dato che l’interesse è avere figli per il dimenticato fine dei campi da coltivare e dei campi di battaglia.

Oggi, la ricerca scientifica è progredita, nonostante la secolare opposizione di quelle caste sacerdotali che avevano tutto da perdere con il diffondersi della cultura presso la gente. E il fantomatico “buon senso”, con cui sogliono riempirsi la bocca diversi esponenti politici d’area conservatrice, dovrebbe teoricamente suggerire, non solo ai governanti di separare Costituzione alla mano la religione dal criterio con cui si fanno le leggi, ma ai religiosi stessi di distinguere, all’interno dei testi sacri, i precetti “morali” da quelli che sono semplice retaggio d’ignoranza scientifica e storica.

Infatti, molti precetti contenuti nei testi antichi, nessun religioso si sognerebbe oggi di suggerirli ai fedeli: si pensi alle pene per gli adulteri, al divieto di consumare certi cibi, all’obbligo di indossare certi abiti, alla “normalità” della schiavitú, ecc. Inoltre, la popolazione mondiale oggi desta preoccupazione per la sua crescita, il precetto morale che finalizza il seme solo alla procreazione sarebbe paradossalmente suicida, oltre che fisiologicamente impossibile da rispettare.

Perché milioni di persone in tutto il mondo obbediscono acriticamente a precetti morali fuori dal contesto storico, anti scientifici e irrazionali? L’imitazione e la ripetizione culturale può conservare i comportamenti perdendo memoria delle cause originarie. Questa condotta superficiale è un buon terreno per i dogmi indiscutibili, che portano ad insanabili e risibili se non ci fosse da piangere contraddizioni. Si pensi ai principali oppositori della “maternità” surrogata, che sono i seguaci di una religione che ha fatto della “paternità” surrogata il suo stesso atto di nascita, e su quello hanno costruito un’etica della famiglia da imporre nei secoli: Gesú, il “padre” Giuseppe e Maria.

Purtroppo, il consenso popolare si conquista soddisfacendo l’emotività della massa, culturalmente arretrata, principalmente a causa di un sistema a cui fa comodo l’ignoranza. In aggiunta, talvolta sfugge, nel creare ostacoli a diritti avversati, in questo caso delle coppie omosessuali, che si intralciano anche quelli delle coppie tradizionali. Il DDL Cirinnà avrebbe stabilizzato la linea giurisprudenziale dei Tribunali per i minorenni di Milano e di Firenze, permettendo alle coppie etero non sposate di prendersi cura della prole del partner e colmare questo vuoto legislativo.

Il nostro Paese non si è ancora emancipato da una presunta e irragionevole “legge di dio”, che vorrebbe sostituire quella dello Stato, ignorando le esigenze della collettività; la quale è formata da cittadini che hanno tante e diverse “visioni del mondo”. L’Italia ripiomberebbe in un’arretratezza storica, ottusa e fuori contesto, se dipendesse da chi sfila al Family Day.

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