BOTTONI [1]

lunedì 7 dicembre 2015

maternità surrogata, un dibattito fallato e strumentale



Ho conosciuto Nancy ben 7 anni fa, era piena estate ed era venuta da noi per un week end da Roma dove era ospite di una coppia di padri gay, miei amici, che crescevano già Lia, la loro primogenita partorita 2 anni prima proprio da Nancy. Nancy è una donna americana che vive a Sacramento in California, è al suo terzo matrimonio ed ha avuto ben 4 figli e, dai figli, anche i primi nipoti. Nancy è un'infermiera altamente qualificata, lavora in ospedale e ha una grande casa dove figli nipoti padri mariti e amici vanno e vengono. Quando l'ho conosciuta era incinta del secondo figlio dei miei amici ed era il suo primo viaggio in Italia. Non parlava italiano ed io parlucchiavo inglese.

Io avevo già partorito mia figlia Lisa dopo tre anni di tentativi e sofferenze varie e malgrado l'esperienza dolorosa di una gravidanza difficile da ottenere non avevamo perso la speranza di avere un altro figlio. Per noi, madri e aspiranti madri lesbiche, che desideravamo cosi tanto avere figli, l'idea che altre facessero con facilità e a pagamento figli per altri poteva essere difficile da capire. All'epoca, il dibattito francese era già in atto ed io, avendole sentite già raccontare la propria storia sui media, accoglievo tranquillamente l'idea che delle donne potessero portare in grembo figli per altri, ma l'incontro fisico con Nancy fu determinante per togliermi anche il minimo dubbio.

Nancy è una donna incredibile anche fisicamente: è alta e forte, ha una foresta di capelli rossi in testa (che per un periodo aveva del tutto rasato come partecipazione di sostegno alla prevenzione del cancro al seno), ha tante lentiggini sul viso, uno sguardo trasparente come l'acqua e dei tatuaggi ovunque. È il contrario stesso dell'idea della sottomissione, della debolezza, dell'indecisione, è una donna davvero imponente nel suo modo di affrontare lo spazio e il mondo. Tra l'altro è l'unica persona che mi ha detto che la doccia di casa era piccola e ci credo, ha una stazza impressionante sebbene non sia per nulla obesa!

Abbiamo parlato tanto in quei 2 giorni. Per rilassare i suoi reni doloranti per la gravidanza, stava ore seduta in fondo alla piscina che avevo montato in giardino per mia figlia e nell'acqua mi parlava dei suoi due figli più piccoli rimasti in California e era dispiaciuta di non averli potuti portare a visitare l'Italia. Il suo sguardo interno e emotivo era tutto rivolto ai suoi figli lontani anche se era presente e giocava e si preoccupava della bimba da lei partorita ma era evidente che quella bimba non era assolutamente sua figlia e era ben felice di vedere i due papà occuparsi attentamente della loro figlia. Sembrava dire: "Io ho fatto il mio, adesso sono felice che tocchi a voi perché io ho ancora da fare con i miei briganti in America".

Nancy è tornata a casa mia 4 anni dopo. Aveva dato alla luce Andrea, il secondogenito di Tommaso e Franco (e sarebbe stato l'ultimo bimbo da lei partorito), era tornata per un altro giro italiano di due settimane e da Roma era venuta da noi con due suoi amici. L'abbiamo portata in Costiera amalfitana ed era meravigliata da tanta bellezza e tanto pittoresco.

Siamo amiche su Facebook, conosco un po' le sue vicende famigliari, non sempre semplici con una famiglia cosi grande; i miei amici e i loro due figli vanno a trovarla in America quando possono e ogni volta tornano felici, i bambini la vedono con molto piacere e sanno di avere questo legame speciale con lei e tutta la sua famiglia.

A Nancy è stata conferita la tessera di Socia onoraria di Famiglie arcobaleno: è stata la prima delle madri surrogate dell'associazione a venire con grande gioia a un'assemblea di FA. Ha parlato con i maschi aspiranti papà e soprattutto con le mamme e future madri lesbiche di FA, perché molte di loro, anni fa, non sapevano e non capivano ma loro non hanno condannato, hanno voluto capire e conoscere, toccare con mano, toccare i corpi e incrociare gli sguardi, abbracciare questi corpi cosi potenti e forti di donne che ospitano la vita e permettono di creare famiglie felici e grate.

L'anno prossimo andrò in California con i mie due figli e mia moglie, Nancy ci ha già invitati e ci aspetta e sono felice di incontrare finalmente la sua famiglia numerosa.

Come lei sono decine le donne che hanno messo al mondo figli per padri gay single o in coppia di Famiglie Arcobaleno, l'hanno fatto con grande consapevolezza, con forza e coraggio, l'hanno fatto per convinzione e perché lo desideravano, l'hanno fatto insieme alle loro famiglie, ai loro mariti o compagni, insieme ai loro figli. Sono orgogliose e fiere per ciò che hanno realizzato. Certo, hanno ricevuto un compenso per questo, pari a circa 20.000 euro. Hanno potuto offrirsi un regalo o fare un'esperienza nuova grazie a quei soldi, o magari cambiare l'auto o mandare il figlio all'estero per un anno. A me non importa. Non toglie nulla alla bellezza e alla forza del loro gesto.

Se sapessero che in Italia qualche "femminista" arrogante e superficiale lavora per proibire universalmente (anche a casa d'altri) la possibilità di essere surrogate, si farebbero una sonora risata. Già sento Nancy e le sue amiche americane e canadesi ridere fin da qui.

Il dibattito sulla maternità surrogata è importante e va fatto. Ma usare una questione che riguarda tutti quanti per impedire che dei genitori possano proteggere i propri figli e assumersi le proprie responsabilità, è semplicemente disgustoso. Ed è purtroppo quello che sta succedendo: per impedire che venga votato l'articolo 5 del ddl Cirinnà sulla stepchild adoption (una norma comunque discriminante e insufficiente) si butta fango e si scrivono stupidaggini da mesi, stupidaggini e menzogne, si occultano i fatti e si inventano cifre, ci si focalizza sui genitori gay quando la Gpa (la gestazione per altri) esiste da 30 anni per le coppie eterosessuali che rimangono invisibili e vergognose, si mette l'accento sullo scambio di denaro dimenticando di dire che i centri italiani per la Procreazione medicalmente assistata sono costretti a comprare ovuli e spermatozoi dai centri spagnoli e danesi perché in Italia (notare la grande ipocrisia) il dono deve essere gratis senza nemmeno una compensazione per il tempo e il dolore fisico che le donatrici di ovuli subiscono. La gratuità è una grande menzogna: c'è un prezzo da pagare per qualsiasi cosa, e il denaro non è sporco specie se serve a dare gioia e felicità.

Già gli psicologi mettono in guardia di fronte a situazioni in cui madri mettono a disposizione il loro grembo per aiutare le figlie senza utero per amore della "bellezza del gesto". Fin dove si spinge il senso di colpa di una madre che magari ha messo al mondo una figlia senza utero? Portare una gravidanza a termine a sessanta anni e più non è proprio una passeggiata! Per non parlare degli altri dibattiti a venire o già in corso, come l'impianto di uteri in donne nate senza per esempio, o la ricerca sull'utero artificiale o ancora la possibilità di recuperare cellule idonee alla procreazione da qualsiasi cellula umana, permettendo cosi a coppie oggi sterili di avere dei figli con il patrimonio genetico di due o tre individui. Vediamo che il dibattito - universale - è solo all'inizio. E urlare al lupo e a vanvera non porta da nessuna parte se non a disastri enormi, ingiusti e ciechi.

Spero che le femministe e quelle "personalità della cultura" che stanno firmando un appello scorretto e menzognero siano felici di camminare mano nella mano con i noti omofobi nazionali. Spero che i genitori eterosessuali che hanno avuto i figli grazie alla Gpa si vergognino un po' di restare nell'ombra e lasciare che le valanghe di porcherie ricadano tutte su una minoranza maltrattata da secoli, che sta facendo un lavoro incredibile per dare visibilità e dignità a un nuovo modo di fare figli e di essere genitori che già oggi e sempre di più domani permetterà alle coppie di tutti i tipi, sempre più infertili, di diventare genitori.

Mi auguro infine che le donne indiane e ucraine e russe e altre ancora, che vivono in paesi di cui si sente parlare sempre tramite i discorsi di altri, possano presto esprimersi in massa sulle loro esperienze, che sicuramente sono diverse da quelle che riporto - ma non credo che sia tutto da buttare nemmeno li. Ad ogni modo i padri gay e i single non hanno accesso a questi paesi. Se esiste uno sfruttamento questo non riguarda oggi le persone omosessuali.

Volere impedire una pratica legale altrove (e che esiste dai tempi biblici) è pura fantasia strumentale e ideologica, desiderare una Gpa altruistica e senza scambi di denaro non solo è mostrare di vivere al di là del mondo reale, ma è anche un'opzione estremamente pericolosa: è solo dare l'opportunità ai delinquenti e criminali di ogni genere di schiavizzare davvero le donne e usare i loro grembi a fine di lucro. Che le femministe non lo capiscano mi è del tutto incomprensibile.

I reazionari hanno lavorato bene, è indubbio. L'obiettivo è quasi raggiunto se si discute di stralciare l'art. 5 del ddl Cirinnà sulla stepchild adoption, se non si torna a ragionare di nuovo col cervello e non con la pancia, avremo bimbi che rimarranno orfani di un genitore, ingiustizie e discriminazioni; e per finire l'assenza di ogni tipo di tutela per le coppie omosessuali e i loro figli, perché mi auguro che la comunità omosessuale a questo punto respingerà al mittente il suo disprezzo e la sua pochezza. Famiglie Arcobaleno non vuole una legge i cui i propri figli siano considerati indegni di tutele e di protezione.

Giuseppina La Delfa

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