BOTTONI [1]

venerdì 16 ottobre 2015

unioni civli, ulteriore rinvio

Il destino delle unioni civili si conoscerà nel 2016. Senza giri di parole, in una intervista a Porta a Porta, lo conferma il ministro Maria Elena Boschi. "Temo slitteranno i tempi. Eventualmente riprenderemo a gennaio". In sostanza, non si discuteranno dopo la legge di stabilità, come promesso a più riprese dall'esecutivo.

Per molti si tratta di una frenata strategica visti i tormenti del partito dell'alleato Angelino Alfano. Le dimissioni da coordinatore di Gaetano Quagliariello e l'ormai probabile fuoriuscita di un drappello di senatori da Ncd preoccupano l'esecutivo di Matteo Renzi al punto da preferire un momentaneo " congelamento" della legge sulle unioni civili. Prudenza, è la parola d'ordine. D'altro canto, sussurrano dal Nazareno, "bisogna uscire da vecchie logiche che appartengono a una stagione fa. Non è un alibi per rallentare. È semplicemente un modo per inventare una cultura nuova sui diritti".

In questo quadro il destino del provvedimento, incardinato mercoledì in aula al Senato, si complica ora dopo ora. Proprio ieri Luigi Di Maio, vice presidente della Camera e sempre più leader del M5s, ha pronunciato parole che non assicurano al governo il sostegno delle truppe di Beppe Grillo. "Ci vuole una riflessione sulle adozioni", mette a verbale dai microfoni di Radio Capital il membro del " direttorio" del M5s. Le parole di Di Maio sono dettate dalle divisioni che sotto traccia animano il gruppo dei senatori pentastellati. Su 36 senatori una dozzina si mostra infatti perplessa sul nodo della discordia della step child adoption, ovvero la possibilità di adottare il figlio biologico del partner.

Nel Transatlantico del Senato circola pure una lista che vede in testa il capogruppo dei senatori in commissione Giustizia, Ernesto Cappellini. E altri ancora come Enza Rosetta Blundo e Sergio Puglia. Senatori, rivelano nei capanelli, pronti a sostenere l'emendamento vergato dai cattolici del Nazareno. I quali propongono come punto di caduta, il cosiddetto " affido rinforzato". Uno strumento, spiega la dem Emma Fattorini, che "si avvicina all'adozione senza che ci sia un riconoscimento di due mamme e due papà. Ma con tutti i diritti per il bambino". E a bassa voce i senatori pentastellati, nei colloqui informali, confermano che nei voti segreti sulle unioni civili potrebbero convergere sull'emendamento dei cattodem. Tuttavia c'è ancora tempo per scoprire le carte. "Per adesso la legge è ferma. Le trattative ripartiranno più in là" scrollano le spalle i maggiorenti del Pd. Intanto, non sono bastate due ore di acceso confronto per trovare un'intesa tra maggioranza e opposizione sui tempi dell'esame del ddl Boschi da parte di Montecitorio. Il confronto si è consumato ieri durante la capigruppo della Camera per decidere la calendarizzazione in aula della riforma del bicameralismo.

L'esecutivo e i partiti di maggioranza hanno chiesto che il testo fosse approvato dall'aula entro novembre. In modo da trasmetterlo già prima di Natale al Senato. Una tempistica che consentirebbe di far tornare il ddl Boschi alla Camera per la definitiva lettura a marzo, rispettando la pausa di tre mesi prevista dalla Costituzione. Le opposizione, invece, hanno richiesto di esaminare la riforma costituzionale dopo l'approvazione della legge di stabilità.

Quindi, dopo la metà di dicembre. "Non accettiamo forzature sui tempi" sbotta il capogruppo di Sel, Arturo Scotto. A questo punto la capigruppo di Montecitorio è stato riaggiornata a stamane dove la presidente Boldrini tenterà una difficile mediazione. 

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