BOTTONI [1]

BOTTONI [2]

mercoledì 2 settembre 2015

unioni civili, ok emendamento : “ non sarà matrimonio ”

Ok con una maggioranza Pd-M5s dalla commissione Giustizia del Senato all’emendamento remissivo al ddl Cirinnà che definisce “le unioni civili tra persone dello stesso sesso” come “specifica formazione sociale”. L’ok giunge con la contrarietà di Area Popolare che, spiegano fonti del Nuovo Centrodestra, si astiene su voto in commissione. L’emendamento che disciplina la specificità dell’istituto delle unioni civili riconduce i diritti a loro legati all’articolo 2 della Costituzione slegandoli dall’articolo 29 che disciplina l’istituto del matrimonio. La formulazione delle unioni civili quale specifica formazione sociale è “una premessa coerente con la sentenza della Corte Costituzionale, che riconosce le unioni civili come coppie e va al di là del mero riconoscimento dei diritti dei singoli” spiega Giuseppe Lumia, capogruppo Pd in commissione. Lumia definisce “l’ostruzionismo” di Ncd “un errore, che non porta risultati: invitiamo ancora una volta al dialogo perché si possano trovare le migliori soluzioni”.

L’approvazione all’emendamento remissivo all’articolo 1 è arrivata con l’ok dei membri Pd, M5s, Conservatori e riformisti (cioè i fittiani), Ciro Falanga di Forza Italia e Luis Alberto Orellana, l’ex M5s. La senatrice Maria Mussini, anche lei ex M5s ora nel Gruppo misto, si è invece astenuta reputando che l’emendamento comporti un rischio di incostituzionalità. “La nostra astensione – spiega Carlo Giovanardi, il più energico degli oppositori al disegno di legge preparato dalla democratica Monica Cirinnà – vale come un voto contrario” perché l’emendamento che definisce le unioni civili come specifica formazione sociale “non risolve i nodi della reversibilità, dell’utero in affitto e delle adozioni”. Maurizio Sacconi insiste: “La definizione delle unioni civili come ‘specifica formazione sociale’ appare come un disperato espediente causidico per distinguerle dal matrimonio ma, come abbiamo più volte detto, se un animale abbaia come un cane ragionevolmente è un cane”. “Tanto sarebbe utile – conclude Sacconi – una legge unanime sul comun denominatore dei diritti di mutuo soccorso materiale e morale tra conviventi quanto sarà dannosa per la nazione una legge che la lacera sui principi fondativi. Il presidente del Consiglio Renzi rifletta su questa fondamentale differenza”.

Era stato lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi che aveva confermato che le unioni civili vedranno la luce entro l’anno. “Ma molto – aveva precisato a Rtl 102.5 il capo del governo – dipenderà da come andrà la discussione al Senato. Bisogna fare velocemente entro settembre le riforme, poi chiudere entro le prime settimane di ottobre sulle unioni civili”, prima della legge di stabilità, di modo che poi passino alla Camera. “E’ un patto di civiltà al quale non rinunciamo”aveva comunque ribadito il leader del Pd. In commissione peraltro sono stati depositati 1500 emendamenti.


In realtà sullo sfondo, secondo il neo-fittiano (ed ex Scelta Civica, ex Popolari per l’Italia, ex maggioranza) Tito Di Maggio, si è trattato solo di una mossa di Renzi per “tenere palla”. “In un Senato ancora sonnolento e a mezzo servizio – dice – è già chiara la ‘circonvenzione di alleati‘ che il presidente del Consiglio Matteo Renzi sta cercando di mettere in pratica sul tema delle unioni civili. Il Partito democratico ha congegnato una manovra dilatoria per creare un’impasse in commissione Giustizia ed avere merce di scambio da offrire alla sua debole coalizione. Dai lavori di oggi è chiaro che il Pd vuole imporre un’accelerata alle unioni civili, ma non troppo, in modo da non portare in aula il provvedimento prima della riforma costituzionale, che è il vero obiettivo del governo anche se finge di parlare di diritti delle coppie omosessuali”.

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO