BOTTONI [1]

sabato 5 settembre 2015

fanatismo religioso e intolleranza nella storia di Kim Davis

In questi giorni si parla tanto di fanatismo religioso a proposito di Isis, della tragedia dei migranti eccetera. Abbiamo anche rispolverato gli scritti di Oriana Fallaci, da alcuni vista come profetica e incompresa Cassandra e da altri come folle mossa solo dall'odio.

Per cui oggi, senza voler fare paragoni esagerati, vorrei soffermarmi brevemente su un caso di fanatismo religioso americano, questa volta cristiano. Io sono fra quelli che hanno salutato con gioia la decisione dei giudici americani di arrestare Kim Davis. Per chi non si fosse ancora familiarizzato col personaggio, la signora Davis è molto più di una semplice impiegata comunale di Ashland, Kentucky (così è stata descritta nella stampa italiana). È infatti l'ufficiale del registro, una posizione che viene ottenuta tramite elezioni pubbliche. Kim Davis è stata eletta nelle file del Partito democratico del suo paesello del Kentucky. Pertanto non può essere licenziata come una qualsiasi impiegata. Per rimuoverla dal suo posto è necessario fare un impeachement, procedura che deve essere iniziata dal parlamento del suo stato.


Ma chi è Kim Davis? È diventata famosa qualche giorno fa per avere rifiutato di rilasciare licenze di matrimonio alle coppie gay del suo distretto, nonostante la decisione della Corte Suprema. E giovedì 3 settembre è stata finalmente arrestata per oltraggio alla corte e per essersi rifiutata di applicare la legge. Sottolineo finalmente, poiché quello della signora Davis è un caso esemplare di come la giustizia negli Stati Uniti - quando viene applicata - venga applicata in maniera equa. La Corte Suprema è l'organo più alto del sistema giudiziario. Nessuno è al di sopra della legge. Nemmeno la signora Davis, che si è nascosta dietro il troppo fragile schermo della legge di Dio.

La stampa americana ha trovato molti particolari nella biografia della religiosissima Davis che contraddicono il suo agire cristiano, incluso il fatto che sia stata sposata ben quattro volte. Davis quindi non sembra essere avversa al divorzio, solo alle nozze gay. Ma questi sono affari suoi. Quello che interessa è che un ufficiale eletto applichi la legge in maniera equa per tutti. Anche le leggi che a lui o lei non piacciono.

Ora immaginiamo che Davis cercherà, con l'aiuto dei fanatici (e dei repubblicani) che l'appoggiano, di trasformarsi in martire. Ma nel frattempo, a dispetto di questo suo "sacrificio", i gay di Ashland potranno finalmente godere dei normali diritti concessi ad ogni cittadino.


Ombretta Frau

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