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giovedì 25 giugno 2015

Monica Cirinnà sulle unioni civili : " Renzi mi ha chiesto di procedere rapidamente "

Sulla propria pagina Facebook, Monica Cirinnà ha pubblicato un post dal titolo: Ultime notizie su unioni civili. Nella testo si fa il punto su quanto sta succedendo in Parlamento a proposito della legge, che porta la sua firma, sulle unioni civili tra le persone dello stesso sesso – un istituto giuridico, lo ripetiamo, aperto solo alle coppie omosessuali.

Secondo quanto scritto dalla Cirinnà, Renzi e la ministro Boschi hanno chiesto alla senatrice di procedere «rapidamente sull’esame del testo». Come tutti sappiamo, il disegno di legge ha ricevuto più di quattromila emendamenti, chiaro segno di ostruzionismo, dei quali, però ne sono rimasti molti meno:«Sia chiaro che sui primi 460 emendamenti esaminati ho dato solo due pareri favorevoli, tutti gli altri contrari, e il governo si è conformato a questa mia decisione, a riprova che saranno respinti tutti i tentativi ostruzionistici». Tradotto in soldoni, pare che il Governo voglia arrivare ad un’approvazione delle unioni civili quanto prima possibile.

Ma per farlo, ed è qui che vengono le note dolenti, deve cercare un’ampia maggioranza – e sappiamo anche che il PD è al governo con l’NCD, non propriamente un partito gay friendly -. Del resto, la stessa Cirinnà ammette, «Non ci sarà alcun depotenziamento dei diritti enunciati nel testo base, che ben conoscete, accoglieremo solo alcune limature su questioni simboliche e non di contenuto, forse necessarie per rendere più accettabile l’argomento a coloro che ritengono il nuovo istituto troppo simile al matrimonio».

Questo potrebbe voler dire cambiare qualche dicitura qua e là, per far sembrare le unioni civili un po’ più “riserva indiana” e un po’ meno matrimonio. Il problema è che se anche da un punto di vista formale le cose non dovessero cambiare, le diciture, i “simboli” sono importanti. Il matrimonio non è un contratto come gli altri – avete mai partecipato alla celebrazione di un contratto di locazione, o di un rogito? – ha una parte simbolica, nonché una serie di diciture che non sono irrilevanti: due persone che si sposano sono marito e moglie, due persone che fanno un’unione civile cosa sono? Se non trovate la risposta, non temete, non c’è.

Detto questo, Monica Cirinnà invita tutti, soprattutto le famiglie “tradizionali” ad andare ai Pride che si terranno nei prossimi giorni: «Dobbiamo dare una risposta forte alla piazza di San Giovanni, una piazza rispettabile e legittima, che ha dichiarato però di voler fermare il nostro lavoro di riforma e di riconoscimento di tutte le famiglie. Penso che la nostra unica e legittima risposta sia quella di partecipare in massa, anche noi etero con le nostre famiglie, ai prossimi Pride, già da sabato prossimo a Milano, Torino e Bologna. Trasformiamo queste magnifiche piazze nelle piazze di tutti coloro che chiedono dignità e diritti per tutte le coppie e per tutte le famiglie».


Noi, ovviamente, accogliamo l’invito della senatrice PD, e speriamo davvero che siano in tanti a partecipare ai prossimi Pride – il pride fa bene, checché ne dicano i detrattori (anche all’interno del movimento LGBT) -. Ma resta sempre l’amaro in bocca di veder sacrificati i nostri diritti all’altare del compresso politico.

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