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sabato 20 giugno 2015

che cosa è o non è la "teoria del genere"

Prima i vescovi e le associazioni cattoliche, poi l'intervento del Papa che parla di "teoria del gender", affermando che seguendo queste idee si "rischia un passo indietro". Adesso una manifestazione del "comitato contro la teoria del gender", apolitico e aconfessionale, ma che punta il dito contro il ddl depositato dalla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli (Pd), che si propone di introdurre l'educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole e delle università.

NIENTE LEGGE NÉ TEORIA DEL GENERE - Il ddl Fedeli cerca il superamento degli stereotipi sessisti, ritenuti responsabili di bullismo e discriminazione. Il comitato afferma che "molteplici progetti di educazione alla affettività e alla sessualità, con il pretesto del legittimo contrasto al bullismo e alla discriminazione, veicolano, spesso tenendo all'oscuro madri e padri, teorie frutto di uno sbaglio della mente umana". Ma di che progetti si tratta? Lo abbiamo chiesto direttamente a chi li ha organizzati e portati nelle scuole del comune di Roma, ovvero l'associazione Scosse. Monica Pasquino, presidentessa dell'associazione:

'' Lavoriamo su due traiettorie: una quella del bullismo nelle scuole, in particolare nelle medie con gli adolescenti, con progetti di educazione sentimentale utilizzando la scrittura per parlare di emozioni e sentimenti che si provano. L'altro progetto è invece per le scuole dagli zero ai sei anni: lavoriamo solo con le maestre e le educatrici su come vengono costruiti e trasmessi gli stereotipi riguardo al genere e insieme costruiamo progetti e percorsi didattici per superarli. ''

L'obiettivo non è quello di negare le differenze ma di valorizzarle: "Non facciamo educazione sessuale, ma cerchiamo di favorire il riconoscimento delle emozioni attraverso la condivisione. Ultimamente su questi temi si sta portando avanti una mistificazione molto grande".

Ma allora che cosa è allora la "teoria del gender"? "Non c'è una unica e monolitica teoria sul genere, ci sono invece abbondanti studi che dimostrano, fin dai tempi di 'Dalla parte delle bambine' di Elena Gianini Belotti, che maschi e femmine vengono educati in modo diverso, valorizzando qualità diverse, e a volte anche deleterie, come la violenza nei maschi e la mancanza di autostima nelle femmine - ci dice al telefono Daniela Danna sociologa dell'Università di Milano e autrice de 'Il genere spiegato a un paramecio' - il bullismo omofobico applica la sua 'ideologia del genere' secondo la quale i maschi devono essere prepotenti ai danni delle bambine e di chi è effeminato, di chi cioè questi maschi ritengono essere inferiori. Il maschio è dominatore e la femmina sottomessa, è questo l'atteggiamento che va contrastato"

SESSO E GENERE - Ma in realtà 'genere' e 'sesso' sono due parole diverse: il sesso è biologico, ovvero determinato dagli organi genitali con cui si nasce. Anche rispetto al 'genere' c'è più confusione: da anni gli 'studi di genere' sono oggetto di ricerca delle maggiori università, anche in Italia. "Il genere è la consapevolezza che mascolinità e femminilità sono costruzioni sociali. Non si può avere paura di una parola semplicemente perché né buona né cattiva, ma uno strumento per leggere la realtà. Inoltre negare che ci siano molti modi di vivere il proprio corpo, la propria sessualità (anche solo tra eterosessuali) è negare la realtà, è il frutto di una 'cattiva fede'. La vera perversione sta nella violenza, nell’abuso. Nella negazione della libertà. Questa, come si sa, è molto diffusa anche nell’apparente normalità" ci spiega Elena Laurenzi, ricercatrice dell'università del Salento.

Non solo: all'estero i progetti di educazione all'affettività e quelli che cercano di contrastare omofobia e bullismo nelle scuole sono una realtà. E non in Svezia, Norvegia e Danimarca: "Lavoro da qualche anno con la Spagna, un paese cattolico e molto simile culturalmente al nostro, almeno dal punto di vista storico. Eppure lì il dibattito su queste tematiche è più serio e articolato. Qui, come nella maggior parte dell'Europa, è stato fatto tutto un percorso legale per il riconoscimento dei diritti civili. Ma a questo percorso si è associato una maturazione della società civile e della gente: le riforme del governo Zapatero non sono state poi rimesse in discussione perché hanno un consenso sociale. Credo che dovrebbe essere proprio questo l'atteggiamento: mettersi in ascolto per affrontare insieme le trasformazioni della nostra società per convivere insieme" conclude Laurenzi.

Insomma la manifestazione organizzata per sabato 20 giugno a Roma sembra avere come presupposto un 'grande equivoco' e scioglierlo ci prova Aurelio Mancuso, omosessuale cattolico, sulle pagine de La Stampa: "Il dispositivo retorico messo a punto dal Vaticano sull'inesistente 'ideologia del gender' nasce negli anni ’90 negli Usa dai movimenti evangelici reazionari ed è stato predisposto per delegittimare le analisi e le ricerche che studiano le forme di naturalizzazione delle norme sessuali e le rivendicazioni politiche portate dai movimenti femministi e lgbt".


E c'è chi pensa che tutto questo sia una moderna 'caccia alle streghe' e ne rimane profondamente spaventato: "Ci sono tutti gli elementi che sono soliti in ogni zona inquisitoria che si rispetti. Presunzione di colpevolezza, fabbricazione prove false per condannare la strega e diffusione del timore attraverso il terrore psicologico per fare restare le pecorelle tutte all’interno dello stesso gregge e dunque averne ancora il pieno controllo. Vorrei seriamente capire quale sia l’adulto che immagina che queste calunnie siano vere. È una allucinazione collettiva. Si tratta di qualcosa che non dovrebbe esistere nel 2015. Invece siamo in pieno oscurantismo e questo, a me, personalmente, fa molta paura" conclude Eretica, blogger del Il Fatto Quotidiano, esperta di tematiche che riguardano appunto il sesso e il genere. 

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