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martedì 19 maggio 2015

" se ti nascondi, non ti vuoi bene "

In occasione della Giornata Internazionale contro l'omofobia e la transfobia, abbiamo parlato della sua forma più nascosta: quella interiorizzata. Tra le persone protagoniste della campagna c'è Lorenzo, che sulla sua pagina ha pubblicato la campagna con un post così pieno di vita che avremmo voluto farlo leggere a tutti. Con il suo consenso, lo stiamo facendo. A lui e al suo Francesco oggi dedichiamo questo post, per ricordare a tutti che la lotta contro l'omofobia si porta avanti ogni giorno. Con l'amore.

“Sono una persona fortunata, perché non ho mai dovuto vivere la vergogna e il dolore del rifiuto. Ho dei genitori che senza mai mostrare l'affanno del cambiamento di rotta, hanno preso atto della normalità che si nascondeva dietro l'esigenza di un coming out.
Scegliendo di preservare la felicità di un figlio.
Sacrificando la paura del pregiudizio.
Una mamma e un papà che a quasi settant'anni hanno dimostrato che l'amore ringiovanisce gli animi, e rende i cuori flessibili.
Sono fortunato, sì. Perché da quasi cinque anni sono innamorato di Francesco, che è di gran lunga la persona più bella che la vita mi abbia mai messo davanti. 
Da cinque anni ci vedo cambiare, uno accanto all'altro e m'inorgoglisco di ogni traguardo. Quel "mi ricordo" che è il podio dell'Amore, perché significa che ero lí mentre le cose cambiavano direzione, e che nessuna fatica è mai stata dimenticata.
Non ho mai dovuto lottare per niente, non ho mai dovuto soffrire per esprimermi.
Nonostante tutto, però, questa foto m
i ha punto.

Per qualche istante ho sentito di aver rinunciato al pudore di un sentimento che, fino ad oggi, non aveva mai condiviso i suoi riti con degli esterni.
Ho sentito di aver coinvolto in questo anche chi aveva faticato a comprendere, non per disamore ma per abitudine. Ho temuto di aver compromesso e svalutato i loro sforzi.
Ho sentito l'eco del giudizio. Esibizionismo. E ho avuto paura di non sapervi rispondere.
Un brutto quarto d'ora, fino a quando ho capito che l'esibizione di un bacio non è oscena, o vanitosa.
Non dovrebbe esserci imbarazzo nel mostrarsi, perché questa foto è il mio personale ringraziamento
a tutti quelli che ho temuto di ferire.
È il mio modo di dire che sono felice, e che il merito di questo non è essenzialmente mio.
Il merito è di mia madre che, seduta in cucina, si scambia ricette con Francesco.
È di papà, che lo saluta con una pacca sulla spalla dicendogli "ciao bello".
È della mia migliore amica, che insegna a sua figlia a chiamarci zii.
È dei miei suoceri, che m'invitano a casa per il pranzo della domenica.
A me l'amore non è mai costato nulla, a voi magari sì.
Per questo, grazie.”

(Lorenzo)


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