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mercoledì 8 aprile 2015

Malta vara la legge più avanzata per le persone trans e intersex

Malta è un paese cattolico, dove la religione del Vaticano è ufficialmente riconosciuta nella costituzione. Tant’è vero che è stato uno degli ultimi paesi a introdurre il divorzio – passato per una manciata di voti con un referendum nel 2011 -. Malta però è anche uno dei tanti paesi europei che riconosce le unioni tra persone dello stesso sesso. E da questa settimana, ha introdotto una delle leggi più avanzate al mondo per le persone transessuali e intersessuali.

Le persone transessuali, infatti, non avranno più bisogno di un intervento chirurgico, di essere “sterilizzate”, né di una diagnosi di malattia mentale – la disforia di genere – per cambiare legalmente genere.

Basterà una deposizione scritta in presenza di un notaio. Sarà inoltre vietata la chirurgia sui genitali dei bambini intersessuali.

La battaglia per il testo di legge iniziò nel 2006, con una causa portata avanti da una donna trans Joanne Cassar, alla quale venne negato il diritto di sposare il suo compagno.

Dopo sette anni, la giustizia maltese decretò che non era possibile considerarla legalmente donna, nonostante avesse i documenti modificati con la nuova identità di genere, perché all’epoca le unioni tra coppie dello stesso sesso non erano previste.

Le unioni civili, infatti, arrivarono nel 2014, e con queste anche l’introduzione nella costituzione – il primo paese in Europa – del principio di non discriminazione in base all’identità di genere.

E ora il nuovo testo sulle persone transessuali e intersessuali, che come ha sottolineato Paulo Paulo Corte-Real, co-presidente del Comitato esecutivo di ILGA-Europe, «definire una pietra miliare per i diritti umani è quasi un eufemismo».


Del resto, come afferma Miriam Dalli, attivista LGBTI, «Nessuno dovrebbe essere dichiarato malato di mente, o costretto ad un intervento chirurgico, o essere costretti a divorziare, per essere riconosciuto come chi davvero si sente di essere. Mi auguro che l’Europa segua l’esempio di Malta, e che tali pratiche degradanti diventino problemi del passato».

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