BOTTONI [1]

sabato 14 febbraio 2015

Valerio Verbano, 1980-2015; la rivolta continua

Sono passati trentacinque anni da quando un commando di neofascisti ha assassinato Valerio Verbano, giovane studente dell'autonomia, di fronte ai genitori Carla e Sardo. Trentacinque anni dopo, nonostante ogni tanto arrivino nuove rivelazioni e si aprono nuove indagini, la verità su chi ha ammazzato Valerio ancora non è venuta alla luce, condannata a rimanere seppellita con tanti altri misteri del nostro paese. Così Carla se ne è andata dopo aver lottato a lungo assieme a noi tutti ma senza sapere. Dal canto nostro sappiamo quello che ci basta sapere: Valerio è stato assassinato da chi, oggi come ieri, svolge il ruolo di cane da guardia del potere scimmiottando slogan rivoluzionari o finendo per arrivare su qualche poltrona indossando un doppiopetto.


'Valerio vive' non è solo uno slogan retorico, un riflesso condizionato, ma sono parole che vivono quotidianamente nelle strade dei nostri territori, a Roma e in tutto il paese: non un nome su una via ma su tutte le strade dove c'è qualcuno che lotta contro ingiustizia e sopraffazione. E il 22 febbraio in questi anni non è stata solo una ricorrenza, una celebrazione più o meno reducistica, ma è stata una scadenza di lotta territoriale e cittadina potente (pensiamo allo scorso anno quando l'anno scorso migliaia di persone hanno manifestato il 22 febbraio in solidarietà con gli attivisti No Tav in carcere), che di anno in anno si è rinnovato trovando la sua ragione di essere nell'incrocio tra le lotte e le nuove stagioni del conflitto, annodando tra loro i fili rossi della lotta e del conflitto.

Arrivati all'anno settimo della crisi formazioni politiche razziste e populiste continuano a soffiare, in Italia e in tutta Europa, sul fuoco della guerra tra poveri, provando a mettere gli uni contro gli altri gli sfruttati che vivono fianco a fianco nelle periferie delle nostre metropoli. Anche quest'anno saremo di nuovo per le strade del nostro quartiere con tutta la città antifascista, in piazza per dire che Roma il prossimo 28 febbraio rifiuta i fascio leghisti guidati da Salvini che manifesteranno assieme a Piazza del Popolo, per denunciare i legami tra istituzioni, criminalità organizzata ed estremisti di destra venuti alla luce con Mafia Capitale. Saremo in piazza per mostrare ancora una volta la nostra solidarietà e il nostro calore a Emilio, l'attivista del Csa Dordoni ridotto in fin di vita per difendere il suo centro sociale dall'assalto di una squadraccia di Casa Pound.


i compagni e le compagne di Valerio

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