BOTTONI [1]

sabato 14 febbraio 2015

perché non vogliamo adottare i nostri figli

Oggi in Italia esistono migliaia di minori figli di due donne o di due uomini che non vedono riconosciuto il legame col genitore non biologico, mentre i figli delle coppie eterosessuali sterili che diventano come noi genitori grazie a doni di gameti esterni riconoscono semplicemente alla nascita i loro bambini nati, come i nostri, grazie all'eterologa.

Cosi i nostri figli non possono godere di una continuità affettiva certa in caso di morte del genitore legale o di separazione della coppia, non sono tutelati in materia patrimoniale, né il genitore non legalmente riconosciuto ha alcun obbligo nei confronti dei figli. Quindi, si nega loro il diritto a essere mantenuti, assistiti, educati, istruiti dal genitore non biologico, si nega loro sicurezza e continuità e dignità dei loro affetti. Perciò è da 10 anni ormai che chiediamo tutele e garanzie per loro.

Chiediamo in particolare oggi la possibilità di potere riconoscere allo stato civile i nostri figli e questo al di fuori del legame giuridico che lega o no la coppia genitoriale. In altre parole chiediamo di potere accedere a tutto ciò che viene concesso per legge alle coppie eterosessuali in materia di filiazione. Chiediamo di non essere discriminati.

Da quando la legge 40 è stata smantellata grazie al lavoro di associazioni e pazienti vittime di uno Stato controllore che aveva deciso che nessuna filiazione fosse possibile al di là della filiazione genetica (tranne l'adozione legittimante di bambini rimasti orfani) l'accesso a doni di gameti esterni alla coppia (la cosi detta fecondazione eterologa) è oggi possibile anche in Italia per le coppie infertili eterosessuali.

Questo cambiamento ha come conseguenza che lo Stato ammette in modo esplicito che la filiazione non si basa più soltanto sulla trasmissione genetica ma sulla volontà della coppia sterile ad avere figli grazie a doni di gameti esterni e l'assunzione di responsabilità della stessa di fronte alla scelta che compie. In particolare, il padre è sempre colui che, sposato o no con la madre, riconosce il figlio all'anagrafe. La madre è colei che partorisce, che il figlio abbia o no il suo corredo genetico. Nello stesso modo le coppie eterosessuali che accedono alla gestazione per altri rispettando le leggi dei paesi che la tutelano diventano genitori dei figli partoriti da una donna che non è la madre. La stessa cosa avviene nei paesi in cui le coppie di uomini hanno accesso alla gestazione per altri come in Canada e in un gran numero di stati americani.

Riconoscere il legame di filiazione che esiste tra i nostri figli e i loro genitori non genetici dovrebbe oggi essere facilitato proprio per la possibilità data alle coppie eterosessuali sterili di accedere all'eterologa in Italia, che siano sposati o meno. Fino allora eravamo tutte quante discriminate per quanto riguarda l'accesso all'eterologa ma solo noi coppie lesbiche e gay eravamo discriminate e continuiamo a esserlo al momento del riconoscimento dei nostri figli allo stato civile.

Il Belgio nel gennaio del 2015 ha mostrato la via: le coppie lesbiche sposate sono automaticamente madri dei figli nati dalla coppia (presunzione di maternità) mentre le coppie non sposate hanno la facoltà di riconoscere i figli all'anagrafe alla nascita come i padri non sposati. Una riflessione è in atto per il riconoscimento dei figli nati da gestazione per altri.

La Stepchild adoption, di cui si discute in commissione giustizia, come soluzione all'assenza di tutele per i nostri figli avrebbe certo il vantaggio di rispondere a esigenze importanti ma rimane uno strumento fortemente discriminatorio, essenzialmente per tre motivi che elenco qui :

- perché ci obbliga ad adottare minori che sono già nei fatti nostri figli. In effetti l'adozione speciale (dalla quale è fotocopia la stepchild adoption) riguarda l'adozione di minori - nati da altri- rimasti orfani, in parte o totalmente, e con i quali si sono creati in un secondo tempo dei legami affettivi. I nostri figli non hanno e non avranno mai altri genitori al di fuori di noi, all'origine della loro venuta al mondo, esattamente come i genitori eterosessuali sterili diventati genitori grazie all'eterologa.
- perché si tratta comunque di un'adozione non legittimante e che crea legami soltanto tra l'adulto che adotta e l'adottato ma non, come avviene invece con l'adozione legittimante, tra il figlio e tutta la parentela dell'adottante.
- perché la stepchild adoption è legata all'unione civile e diversi nostri figli sono figli di coppie ormai separate ma non per questo meno figli di quelli che vivono ancora con entrambi le madri o i padri.

Malgrado le discriminazioni lampanti che la stepchild adoption presenta, sembra sia l'unica proposta da parte della politica attualmente in discussione (ddl Cirinnà) che possa a breve rispondere a urgenze evidenti. Ne prendiamo atto ma la nostra battaglia non si ferma certo qui e siamo pronti a combattere per loro e per noi fino al totale raggiungimento della parità di tutti i figli e di tutte le famiglie di fronte al diritto. Continueremo a batterci presso le corti italiane e europee e presso i tribunali di ogni ordine e grado sperando sempre che l'interesse dei minori prevalga sulle paure, la non conoscenza, le ideologie.


Il racconto delle nostre esperienze confermano giorno per giorno che i nostri figli sono perfettamente inseriti nei contesti in cui viviamo e che se soffrono di omofobia è spesso colpa dell'omofobia delle istituzioni che nega la forza e la ricchezza e la pienezza dei legami che li unisce alle loro famiglie.

Giuseppina La Delfa

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