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martedì 24 febbraio 2015

al via la campagna "Allacciamoli" contro l'omofobia nello sport

Lacci arcobaleno contro omofobia e lesbofobia nello sport. Per il secondo anno consecutivo da oggi al 2 marzo torna la campagna di sensibilizzazione "Cambiamo gli schemi - #allacciamoli", un'iniziativa organizzata da Paddy Power insieme alle associazioni nazionali Arcilesbica e Arcigay. E domenica il primo a indossare i lacci sarà il centrocampista della Roma, Radja Nainggolan, ambasciatore ufficiale dell'iniziativa, che scenderà in campo all'Olimpico per la sfida contro la Juventus.

A presentare la campagna in Campidoglio il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il presidente dell'Assemblea capitolina, Valeria Baglio, l'assessore capitolino allo Sport, Paolo Masini, insieme al responsabile Relazioni istituzionali di Paddy Power, Alessandro Scordari, e ai presidenti di Arcilesbica e Arcigay, Paola Brandolini e Flavio Romani, al presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi.

L'iniziativa, promossa da Paddy Power, prenderà il via sui canali online e offline. Nascerà anche un Osservatorio sull'omofobia nello sport, con l'obiettivo di allargare il coinvolgimento tra le massime istituzioni sportive del mondo del calcio, del basket, del rugby, del football americano e della pallavolo con testimonial campioni e campionesse, ma anche personaggi dello star system: tutti uniti per dare più forza ai messaggi della campagna contro l'omofobia, che secondo i dati dell'Agenzia per i diritti fondamentali dell'Unione europea incide in modo negativo nel nostro continente sulla vita di quasi 4 milioni di persone.

"Questa amministrazione - ha detto Marino - ha voluto sin dall'inizio dare segnali diversi dal passato, Roma deve dimostrare di essere all'altezza della sua storia ormai trimillenaria diventando una città accogliente, dove tutti si devono sentire a casa e percepire di avere gli stessi diritti. Per la prima volta l'anno scorso abbiamo partecipato al Gay Pride ma abbiamo voluto anche riconoscere il gesto amore celebrato attraverso il matrimonio all'estero registrandolo a Roma e abbiamo portato al voto la delibera sulle unioni civili, che significa semplicemente che tutti devono avere gli stessi diritti. Questo dibattito fa bene alla città e oggi si sposa con il mondo dello sport, dove la difficoltà e la paura si cercano per superarle e dominarle. Oggi lanciamo un messaggio di uguaglianza, serenità, partecipazione e democrazia molto importante, lo sport ci accomuna e ci rende tutti uguali oltre il colore della pelle, la religione e la sessualità".


Per Baglio "Roma è in prima fila nella battaglia per i diritti civili e contro le discriminazioni di ogni tipo. Anche noi vogliamo cambiare gli schemi e penso che lo sport possa contribuire a questa battaglia di civiltà sensibilizzando i giovani. I lacci sono un qualcosa che lega e tiene unite le cose, e quelli che indosseranno i nostri campioni saranno un simbolo di unità contro gli stupidi pregiudizi". "Chi fa sport ha responsabilità particolari nei confronti dei giovani. Dobbiamo combattere contro ogni forma di discriminazione - ha detto Masini - questa iniziativa creativa e geniale va nella direzione giusta per accendere i riflettori". "Indossare questi lacci significa assumersi la responsabilità di contribuire al cambiamento degli schemi culturali, che quando avverrà in modo vero renderà migliore la vita di lesbiche e gay", ha detto Brandolini di Arcilesbica. Per Romani di Arcigay "la cultura dell'inclusione e del rispetto è senza dubbio uno degli antidoti più efficaci contro l'omofobia. Allacciare un paio di lacci rainbow può sembrare un gesto banale, invece trasmette un messaggio di accoglienza importantissimo".

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