BOTTONI [1]

mercoledì 7 gennaio 2015

il massacro di "Charlie Hebdo" e il triste delirio islamofobo

Questa vignetta è genialità: perché la satira è questo, e quindi non muore. Anche se gli si taglia la testa.

A me rode più il culo che a tanti.

Perchè quel che è accaduto oggi a Parigi fa male dentro, perchè uomini come Wolinski non possono essere uccisi, da nessuno, tantomeno da qualche barbuto che già ha fatto in modo di sventrare tanto (troppo per chi ama visceralmente certi luoghi, storia, sguardi, sapori, sorrisi).

Oggi è un giorno triste ma anche agghiacciante: perché non si parla di 3 uomini armati di kalashnikov per le strade di parigi andati ad assassinare la satira in nome di Maometto.
No, non si parla di quei tre, non si sente discutere su chi sono, chi li avrà mandati, dove si sono addestrati, come sono arrivati e andati via dal luogo del massacro. NIENTE. Si parla di Islam, si chiede all’ “Islam moderato” di prendere le distanze da questa azione e da Daesh. Islam moderato? Prendere le distanze?

Un po’ più di un miliardo di persone dovrebbero prendere le distanze da quel che è accaduto oggi, quello scempio intriso di barbarie che oggi quei kalashnikov hanno fatto.

Hanno urlato “Allah Akbar” e la nostra illuminata Euriopa vuole che gli islamici prendano le distanze da ciò: gli islamici in Qatar, i contadini yemeniti, una marea di Indonesiani quindi, qualche minoranza cinese, le comunità nei paesi slavi, quelle di casa nostra, anche un alieno se ha velleità islamiche è pregato oggi di fare un gesto forte per prendere le distanze da tutto ciò.
Se odio questi tre, oltre per la barbarie compiuta -incommentabile- è perchè la vostra islamofobia ignorante ed inascoltabile diromperà e con lei Daesh, o lo Stato Islamico così come voi lo chiamate.
Se odio quei tre è perché sembrano mandati più da un Salvini che da un commando jihadista del cazzo,

se odio quei tre è perché se già non ci si barcamenava nel medioevo delle vostre parole sul mondo arabo, sull’Islam, sugli arabi in generale anche se non islamici, o sugli islamici in generale anche se non arabi…

Da oggi sappiamo che sarà peggio, domani lo sarà ancora di più e io non riesco a sostenerlo.
Io, da arabista mancata, da folle e disperata amante per il Medioriente, le sue mescolanze, i suoi popoli e i suoi minareti che battagliavano con le campane delle chiese in buona parte del paese: io oggi soffro ancora di più.

Mentre la neve ricopre Yarmouk e ve ne fottete, mentre la Siria ha 9 milioni di profughi (sotto la neve oltretutto) e ve ne fottete,

mentre il mediterraneo si prosciuga per i troppi cadaveri caduti a picco, voi chiedete di prender le distanze, di fare gesti importanti e visibili al mondo tutto.

Non vi si può ascoltare.

Voi non difendete Charlie Hebdo con quel che dite e scrivete,
voi non fermate lo stato islamico ma gli date un grandissimo potere,
voi alimentate l’odio e delirate e io non so manco più come leggervi.

Non ho sentito nessuno parlare di quei tre, nessuno. Continuate a riempirvi la bocca con deliri, continuate a infilare caricatori nei kalashnikov sotto cui altri moriranno.
Scusate lo sfogo inutile dopo mesi di silenzio.


Tutta la mia solidarietà a quel che è rimasto di quella redazione, alla satira tutta perché è intoccabile e sacra come per qualcuno la parola di Dio: mi piace pensare che tutti quei disegnatori ora farebbero di tutto per fermare il delirio che si sta dicendo, ora ironizzerebbero e colpirebbero il loro nemico con armi sottili e straordinarie… loro, compagni di Naji al Ali e di Ali Ferzat e di chiunque con un sorriso ha provato ad abbattere i re, i padroni, gli occupanti e pure Dio.


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