BOTTONI [1]

mercoledì 7 gennaio 2015

gli psicologi per la prima volta uniti per aiutare la comunità LGBTIQ

N.U.D.I. è un'associazione nazionale che, in collaborazione con il Teatro dell’Oppresso, dà vita a una forma di teatro non convenzionale con una forte valenza socio-culturale per campagne di sensibilizzazione contro l’omofobia, “E tu, cosa vedi? Guarda con occhi differenti!”

Discriminazione,  irrisione, violenza ed emarginazione: queste le circostanze terrificanti in cui sempre più persone LGBT sono costrette a lottare quotidianamente per affermare la propria sessualità.

“N.U.D.I. – Nessuno Uguale Diversi Insieme”,  prima associazione nazionale di psicologi per il benessere delle persone LGBTIQ,  in collaborazione con il Teatro dell’Oppresso, forma di teatro non convenzionale con una forte valenza socio-culturale, ha dato vita alla  campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia, “E tu, cosa vedi? Guarda con occhi differenti!”.

Un evento concepito, in un periodo di forti discriminazioni, per coinvolgere emotivamente le persone sul tema dell’omofobia, ma ancor di più per far comprendere in prima persona la crudeltà dell’odio e della violenza.

Partendo il 21 dicembre da Piazza di Spagna  a Roma, le attrici Liliana Valente e Chiara Laurenzi portano all’attenzione del pubblico la storia d’amore di una coppia omosessuale suddivisa in sette atti.

Chissà se la scelta del periodo natalizio è casuale, sorge spontaneo chiedersi. E Antonella Palmitesta, presidente nazionale dell’Associazione N.U.D.I. nonché psicologa e sessuologa clinica, non esita a chiarire:  “la campagna di sensibilizzazione avviata in questi giorni di festività natalizie  si concluderà a Pasqua: una scelta non provocatoria, bensì il desiderio di mirare alle festività come momento in cui la gente stacca dalla quotidianità frenetica, dedicandosi ai propri affetti. Così, in popolari luoghi di incontro, tra un regalo e un sorriso, intendiamo invitare la popolazione a soffermarsi a riflettere, districandosi dal groviglio di pregiudizi secolari in cui è impigliata la mente di troppi italiani”.

Ogni atto, che sarà ambientato in una differente location della Capitale, si sofferma sull’evoluzione della storia d’amore tra due donne, dall’innamoramento alla prima uscita sino al coming out in famiglia, a  situazioni problematiche che mettono in risalto ciò che purtroppo in Italia è ancora un tabù.

La rappresentazione di un episodio di omofobia viene interrotta nel momento più critico e al pubblico presente viene chiesto cosa scorge, come si comporterebbe. Così, dalla semplice domanda, “E tu cosa vedi?”, eloquente slogan della campagna, si innesca il coinvolgimento attivo e la condivisione di emozioni e esperienze.

Una semplice rappresentazione si trasforma in un esperimento sociologico, un’occasione di riflessione per comprendere in prima persona l’atrocità della discriminazione, identificandosi nell’ “oppresso”.

Con lo sguardo volto alla multimedialità, i video sono diffusi e condivisi anche su piattaforme online e sul canale Youtube per raggiungere un ampio target di attori sociali, specialmente i più giovani, fautori del cambiamento.


“Noi psicologi dell’associazione usciamo dai nostri studi, scendiamo in piazza per lanciare un messaggio propositivo contro l’omofobia sociale e politica che persiste nel nostro Paese, mirando a cogliere l’essenza psico-emotiva e cognitiva della popolazione, condividendo la mission del teatro dell’oppresso” conclude la Palmitesta, dichiarandosi alquanto sorpresa dalla risposta placata e positiva del pubblico presente in Piazza di Spagna, ben distante dall’atteggiamento stizzito delle “Sentinelle in piedi” che nelle stesse ore manifestavano a Catania contro i diritti degli omosessuali, dando così appuntamento al 18 gennaio per il secondo atto della campagna di sensibilizzazione.

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