BOTTONI [1]

giovedì 11 dicembre 2014

" Coming ", la webserie che racconta la perversione, l'avidità, il sesso, l'amore e la corruzione della Roma moderna

E’ la webserie di cui tutti parlano. Del resto le premesse c’erano tutte: in Coming, scritta e diretta dal giovane regista Alessio Russo, i temi affrontati sono tanti e tutti caldi: prostituzione minorile, sesso occasionale, diritti gay. Abbiamo incontrato Alessio per farci raccontare un po’ del suo nuovo progetto.

Coming viene presentata come political drama. Un genere un po’ sfigato… oppure no?

In USA ci sono parecchie produzioni “political drama” di successo, vedi Scandal o House of Cards. La motivazione per cui ho scritto Coming è stata indipendente dalla diffusione del suo genere. E’ una storia che mi ha affascinato e che ho voluto raccontare.

Da quello che abbiamo visto, vengono affrontati anche argomenti sociali come la genitorialità gay. E’ gay il pubblico per cui hai pensato Coming, o non solo?

E’ una serie che affronta tematiche gay, ma non si fonda su di esse. Abbiamo una storia molto più ampia da raccontare, un mondo inedito.

Credo che superato il distacco iniziale dovuto al pregiudizio che in molti hanno di fronte alla parola GAY, la serie piacerà anche al pubblico eterosessuale. Raccontiamo persone, non gusti sessuali.

Ci spieghi la frase “Sarà il bigottismo a ucciderci, non il caz*o”?

La battuta fa parte di un dialogo in cui si parla ironicamente dell’estinzione dell’uomo dovuta all’omosessualità dilagante: “Sono tutti gay, non ci riprodurremo più”. Credo che bisognerebbe avere paura più del bigottismo, e del razzismo che ne deriva, rispetto al gusto sessuale di qualcuno. Una persona bigotta, chiusa mentalmente (e non mi riferisco alla sola omofobia) fa spesso del male con parole e azioni. La storia ci ha insegnato quanto possa essere pericolosa un’idea.

Quali modelli di serie tv o web italiani o stranieri sono il tuo riferimento?

Il mio riferimento sono le serie tv straniere: HBO e Netflix prima di tutto, e poi anche BBC, Canal +. Guardo e cerco di prendere il meglio per i miei progetti. Il web in Italia è immaturo, e se qualcuno non decide di investire seriamente, è destinato a morire.

Sei molto giovane ma il tuo curriculum è già piuttosto ricco: sei blogger, imprenditore e regista…cosa “farai da grande”?

“Da grande” vorrei arrivare a creare una realtà produttiva come Netflix, una piattaforma in grado di realizzare le proprie opere e di distribuirne altre. E’ un percorso lungo e costoso, ma credo che, circondandomi di persone valide, sia raggiungibile.

Quanto conta l’ambientazione romana?

Ogni setting è stato funzionale alla storia. Ho raccontato una Roma nuova, non quella che siamo abituati a vedere in cartolina, non volevo sottolinearne la bellezza. E’ una Roma oscura, pericolosa, illegale la maggior parte delle scene sono ambientate di notte.

Sesso e prostituzione… Non era più semplice fare una dramedy alla Looking?:)


Sarebbe stato più semplice, ma anche più noioso. Avevo scritto una prima versione con maggiore spazio per le scene sentimentali, perché al pubblico piacciono. Ma rileggendomi ho pensato: “Sticazzi di quello che vuole il pubblico”, se annoia me non ha senso farla. Non credo sia giusto assecondare i desideri di chi guarda, nel momento in cui l’avrai fatto desidereranno qualcosa di diverso. Bisogna essere bravi a far piacere loro ciò che piace a te. Volevo una storia avvincente e reale. Così ho iniziato a fare ricerche, ad informarmi su come funzionassero certi meccanismi ed è uscito fuori il Coming che vedrete.


Alessio Russo
Alessio Russo, produttore e regista, si occupa di produzione di video per il web e webseries. Ha realizzato la webseries “DeadBoy” distribuita da TvZap! di Repubblica.it e Deejay.it. Nel 2011 ha co-fondato Uribu.com. E’ un grande appassionato di cinema e serie tv.


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