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domenica 7 dicembre 2014

cancellate le nozze gay a Roma mentre la capitale brucia

Il Prefetto di Roma ha mandato una funzionaria della Prefettura all'anagrafe per cancellare le trascrizioni dei matrimoni gay del Sindaco Marino.

E lo ha fatto mentre Roma brucia. La notizia, ovviamente, è passata in secondo piano, perché siamo sommersi dalla cronaca su quanto sta emergendo tra malaffare, illegalità, corruzione, e mafia. Sono giorni difficili in cui forse ciascuno di noi vorrebbe fare le valigie e partire per terre lontane, fuori dall'odore di marcio che pervade ampi settori della vita pubblica. Roma che qualche mese era finita sui giornali di tutto il mondo per avere dato legittimità alle nozze gay, oggi esporta di sé l'immagine di una capitale allo sbando e corrotta. La parte sana della politica soccombe sotto le macerie degli intrecci malavitosi.

Eppure il Prefetto ha trovato il tempo per cancellare una delle pagine che hanno dato di Roma un'immagine moderna e occidentale. A nostro avviso, ma non solo nostro, c'è anche una sentenza della Procura di Udine, il Prefetto non ha il potere di cancellare alcunché. Faremo ricorso e vedremo cosa dirà la magistratura. Però il sapore amaro resta ed è difficile da cancellare.

Ci piacerebbe avere una Roma capitale dei diritti e invece abbiamo una Roma capitale dell'illegalità. Ci riflettano i politici a partire dal Ministro dell'Interno Alfano che di questa campagna contro le nozze gay ha fatto una bandiera politica. E con lui rifletta anche il Premier Renzi che non ha fatto nulla per smorzare la crociata del suo ministro al Viminale. Se i gay e le loro unioni sono considerate un problema di ordine pubblico, siamo messi proprio male e non si può che riderne amaramente.

Fabrizio Marrazzo

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