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domenica 16 novembre 2014

sessualità sicura e responsabile : lo Stato assente e i soliti cerotti

Per la seconda volta quest'anno ho ricevuto l'invito da parte dell'asl a fare vaccinare nostra figlia di 11 anni e mezzo contro il papilloma virus. E per la seconda volta, come tantissimi altri genitori, abbiamo deciso di non farla vaccinare contro questo virus.

Per una serie di motivi. Il più importante è che non siamo per nulla sicure che questo vaccino sia del tutto innocuo: il suo utilizzo è troppo recente e non vorrei che fra 20 anni la cura si rivelasse un veleno come si è rivelato essere l'uso massiccio del Distilbene, distribuito in Francia fino agli anni 80 alle donne incinte per prevenire aborti spontanei e che ha causato danni irreversibili agli apparati riproduttori delle bambine allora in utero, compromettendo la fertilità delle donne diventate adulte, obbligandole a ricorrere all'adozione per diventare madri o anche alla gestazione per altri per causa di un utero assente, malformato o troppo piccolo.

Oggi l'asl chiede ai genitori di scommettere ancora sulla salute delle figlie e i ginecologi si arrabbiano pure se diciamo di non volere rischiare.

Siamo anche in tanti a pensare che questo vaccino è del tutto inutile perché se è vero che potrebbe prevenire il tumore della cervice, non viene abbastanza spiegato che il tumore della cervice può sorgere quando si hanno condotte sessuali a rischio, cioè partner multipli e sopratutto rapporti non protetti.

Il vero nemico in fatti non è il papilloma virus ma l'ipocrisia della società italiana che al posto di investire sulla cultura, sull'educazione sessuale a scuola, sulla promozione di una sessualità libera e protetta, sulla lotta alle Malattie sessualmente trasmissibili come l'AIDS e quelle che sembra tornino in massa come siffilis e gonorrea, al posto di lottare contro le gravidanze indesiderate nelle adolescenti e la genitorialità precoce, al posto di lottare contro un'immagine della donna oggetto degradante e onnipresente nella pubblicità urbana e sui media, al posto di lottare contro la disparità di trattamento riservato alle donne sia in termine economici, sia d'immagine (libri scolastici) sia di opportunità in generale... cosa fa? Propone come cerotto misero il vaccino contro il papilloma virus. Gratuito fino a 12 anni, poi lo devi anche pagare! A guadagnarci sicuramente saranno le case farmaceutiche. Questo sì. Diciamo che avremo fatto qualcosa di buono per questo settore? In questi periodi di crisi, tutto di guadagnato!

Visto che lo stato italiano, maschilista e patriarcale e troppo spesso sottomesso ai poteri forti reazionari e conservatori, non fa assolutamente niente per promuovere condotte sessuali libere e protette, visto che non fa nulla per promuovere soprattutto l'uso del profilattico presso i maschi eterosessuali e omosessuali e non spiega alle ragazze con chiarezza perché devono esigere il profilattico dai loro partners, visto che non finanzia campagne nazionali a tappeto e lascia che i reazionari ipocriti facciano il bello e il cattivo tempo nelle scuole pubbliche, in TV, nei libri scolastici, sui media in generale, nei ministeri dell'istruzione, visto che non viene fatto nulla ma proprio nulla per la lotta culturale e sociale alla pedofilia, alla prostituzione, allo sfruttamento delle donne in generale e dei bambini in particolare e che il tutto viene gentilmente e ipocritamente sorvolato con, per esempio, il vaccino contro il papilloma virus, il messaggio sotto sotto non è molto rassicurante e sembra essere il seguente: "Puoi prendere l'AIDS, rimanere incinta a 14 anni, prenderti la gonorrea o la silifis, ma almeno cerchiamo di evitare che prendi il cancro alla cervice; tieni presente che se rimani incinta a 14 anni, verrà ostacolato il tuo legittimo desiderio di abortire poiché negli ospedali pubblici sono ormai tantissimi i ginecologi obiettori di coscienza e si fanno rari quelli che rispettano la legge dello stato; però, questo viene garantito, se proprio non vuoi rovinarti la vita a 15 anni, noi stato daremo in adozione il bimbo che avrai partorito (tante coppie sterili aspettano neonati sani da adottare) e se nasce con un difetto e proprio nessuno lo volesse ci sono gli orfanotrofi, dunque stai tranquilla. PS : sarai sempre considerata come una persona indegna per avere abortito - se ci riesci - o per avere abbandonato tuo figlio".

È un messaggio terribile che traspare dall'assenza forte dello stato su tutte le questioni relative all'educazione sessuale, alla formazione dei giovani e delle famiglie su queste questioni. Può sembrare esagerato e forse caricaturale ma il timore c'è e fatti drammatici come quelli descritti avvengono ogni giorno. Purtroppo troppo spesso il peso più pesante lo devono portare le ragazze.

Le cronache recenti e non, ci danno informazioni continue sul fatto che il nemico vero, quello più potente, quello che fa danni di continuo, non è il Papilloma virus ma è l'ignoranza e il maschilismo e l'ipocrisia di massa nutrita e lisciata dal silenzio complice dello stato.

Cosa intende fare lo stato italiano per esempio riguardo all'educazione sessuale a scuola? Intende seguire le raccomandazioni dell'OMS o si farà spaventare come al solito dai 4 reazionari che tengono la nazione in pugno? Cosa intende fare lo stato per promuovere la cultura e l'accoglienza della differenza sessuale nella scuola italiana? Lascerà che la chiesa faccia al schedatura delle scuole "cattive" e di quelle "buone"?

In assenza di risposte, come sempre, il prezzo più alto, lo pagano la donna, le bambine, ma anche le lesbiche e i gay che si sentono totalmente abbandonati dalle istituzioni.

Allora il vaccino contro il Papilloma virus, no grazie!

Non protegge abbastanza ed è pericoloso perché ti fa credere protetta quando non lo sei per nulla. E comunque al di là di tutto dovrai continuare a sottometterti al pap test a cadenza regolare per accertare l'assenza di cellule maligne.

A questo punto, insegneremo a nostra figlia (e a nostro figlio più tardi) che è la prima responsabile di se stessa, che la sessualità felice, libera e scelta è un meraviglioso regalo della vita ma che deve, lei donna, essere responsabile per sé e anche per l'altro visto che lo Stato se ne lava le mani della sua salute e della sua dignità.

Non servono i cerotti, servono riforme profonde, serve meno ipocrisia e più coraggio.


Vorrei che i genitori facessero corpo e si ribellassero al silenzio e all'ipocrisia latenti e pretendessero dallo stato un'azione forte e decisa, onesta e trasparente, pubblica e coraggiosa contro l'assenza di informazione sui media, nelle scuole, sui social network per la promozione senza ipocrisia di una sessualità responsabile libera e felice e la condanna dei soprusi di ogni tipo.

Giuseppina La Delfa

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