BOTTONI [1]

mercoledì 26 novembre 2014

famiglie arcobaleno, Giuseppina La Delfa : " caro Papa, a noi genitori omosessuali piacerebbe farti conoscere i nostri figli. perché non vieni a casa nostra? "

Caro papa, di recente hai ribadito che i bambini hanno diritto a una famiglia con un papà e una mamma. Certo, un bambino messo al mondo da un uomo e da una donna che si vogliono bene ha il sacrosanto diritto a crescere con loro. E i genitori hanno soprattutto il dovere di crescere, insieme possibilmente, i loro figli. Insieme non vuol dire per forza nella stessa casa. Purtroppo, e lo saprai anche tu, la gente divorzia, si separa, muore o scappa senza dire nulla e tanti figli, da che mondo è mondo, sono cresciuti dalla mamma sola o più raramente dal papà solo. A volte sono cresciuti in casa famiglie o in orfanotrofi o non sono cresciuti proprio da nessuno e se la vedono da soli nella povertà, la violenza e la solitudine. Tanti sono violentati e usati dai buoni padri di famiglia che vanno a volte dall'altra parte del mondo in cerca di bambini soli per abusarne. Altri uomini adulti e degni di fiducia all'apparenza - come i preti che la tua chiesa ha protetto per troppo tempo e su cui finalmente stai intervenendo - non vanno nemmeno tanto lontano e abusano di loro, a volte anche sotto il naso dei genitori che non vedono nulla.

lo so bene che non ti piacciono queste situazioni. Ma ci sono. E non mi sembra che tu abbia fatto tanta pressione e tanto lavoro di comunicazione per denunciare la violenza subita e la grande solitudine di milioni di minori che nascono da papà e mamma. E non mi sembra nemmeno che tu oggi stia facendo tanta pressione sul governo italiano e sul parlamento per rendere la vita più difficile ai figli dei divorziati o separati o ai figli di madri single. E non mi sembra che tu abbia chiesto alle scuole di farti l'elenco di quegli istituti in cui questi ragazzi vengono rispettati insieme alle loro famiglie. Almeno non più. Perché anche loro fino a pochi decenni fa hanno sopportato nella vergogna e nella mortificazione le risate e le critiche dei benpensanti portatori dell'unica verità.

Oggi tocca a noi sopportare i vostri giudizi e condanne superficiali ed ideologiche. È con grande veemenza che tu - e i tuoi seguaci più accaniti - ci tormentate e ci rendete la vita più difficile. Ve la prendete perennemente con i figli di gay e lesbiche e con noi omosessuali e transessuali: la vostra battaglia contro di noi è diventata la vostra nuova crociata. Dici di non ideologizzare ma non riesci a far passare una giornata senza proferire una battuta sulla bellezza della famiglia tradizionale e sulla complementarità dell'uomo e della donna, sul modello da dare come unico e buono.

A volte mi chiedo dove vivi. Su quali dati e presupposti fondi le tue convinzioni? Parli sempre di complementarità fra uomini e donne. Per complementarità intendi forse i ruoli di genere? Pensi sicuramente che la donna deve continuare da sola a occuparsi della casa, dei figli, dei genitori anziani e dei suoceri? E che l'uomo deve continuare a fare il finto guerriero? Uscire fuori per portare lo stipendio alla moglie che lo userà al meglio? Pensi ancora che quando tutte le donne stavano a casa e tutti gli uomini stavano al lavoro il mondo girava meglio? Mi sono arrivate le ultime statistiche francesi (e qui quelle italiane): una donna su 10 è vittima di violenza coniugale (fisica o psicologica) e una su tre di violenza compiuta da un uomo. Ogni giorno in Francia muore una donna sotto i colpi del proprio marito o compagno. E quante di queste donne muoiono sotto gli occhi dei figli? (65 per cento dice l'Istat). Sei proprio sicuro che la priorità per un bambino sia crescere con un padre e una madre? Davvero? Non c'è nulla di più importante del genere dei genitori? Nulla di più importante del fatto che siano due e di genere diverso?

Io non ho dubbi, e come me tutte le organizzazioni laiche che si occupano d'infanzia e del benessere dei bambini e dei loro diritti: la priorità per qualunque bambino è crescere con uno, due o anche più genitori o adulti di riferimento che abbiano grande rispetto per i bambini stessi, che sappiano trasmettere le regole di comportamento e dare il conforto e l'appoggio ogni volta che è necessario. Adulti responsabili che sappiano passare del tempo con i propri figli, che diano loro voglia di vivere, conoscere, agire, crescere nel rispetto di tutti. L'urgenza per i bambini è crescere sani e rispettati psicologicamente e fisicamente da chi li ha messi al mondo, certo. Ma in mancanza dei genitori naturali - per incompetenza, noncuranza o scomparsa (volontaria o meno) - anche da altri adulti che agiscano con questo scopo. I bambini hanno bisogno di persone stabili e solide che si assumano il difficile compito di farli diventare adulti socialmente inseriti e rispettosi delle regole comuni. La famiglia sana non è quella tradizionale per default. Non basta essere genitori di sesso diverso per essere bravi genitori. Non è né sufficiente né necessario. La famiglia sana è quella responsabile e non importa a nessuno e, soprattutto, non importa ai bambini, di chi genere sono gli adulti responsabili che si prendono cura di loro.

Caro papa, dovresti entrare un po di più nelle case delle famiglie italiane. Le famiglie di tutti i tipi. Vieni a trovarci, gioca con i nostri ragazzi che hanno due mamme e due papà e fatti mandare le statistiche sulla violenza nelle famiglie tradizionali: sono agghiaccianti. E poi tu che leggi i giornali, dovresti sapere che milioni di bambini sparsi per il mondo - ma anche sotto casa tua - muoiono per colpa degli adulti, sotto le bombe, per malattie non curate e per vaccinazioni sbagliate. Muoiono per l'Aids perché continui a dire che non sta bene mettere il preservativo. E muoiono anche le ragazze infibulate per il rispetto di tradizioni altrui (sic). Muoiono di fame e di sete, muoiono torturati e violentati ovunque ogni secondo. E tu? Tu che dovresti essere una guida per chi ti segue, parli un giorno si e l'altro pure di come deve essere una famiglia per essere considerata tale fornendo - sicuramente al di là delle tue intenzioni - un pretesto a chi insulta, picchia e uccide ragazzi e ragazze omosessuali e trans? Perché non concentrare le tue energie sulla lotta contro gli abusi verso i deboli? Cosa che sai fare molto bene.

Quello che non volete capire è che né tu né nessuno potrete fermare la storia in marcia. Noi ci siamo. E così come Dio ha creato te, allo stesso modo ha creato noi. Parte del mondo ci appartiene e noi l'abitiamo e ho, persino, la pretesa di credere che lo faremo anche un po' migliore. Perché noi ce la prendiamo soltanto contro le ingiustizie e i soprusi e la miseria del mondo, non contro chi cerca, ogni giorno, di vivere al meglio facendo il proprio dovere di genitore e di cittadino. Anche senza diritti e senza tutele.

Giuseppina La Delfa

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