BOTTONI [1]

lunedì 3 novembre 2014

caso Cucchi, il procuratore capo di Roma : " inaccettabile morte se affidati allo Stato "

Pignatone: "Disponibili a riaprire le indagini". Il sottosegretario Ferri: "Giusto cercare la verità". La sorella di Stefano: "Azzerare le perizie e le consulenze fumose". E lunedì la famiglia sarà in sit-in davanti al Palazzo di Giustizia di Roma con le foto del giovane geometra morto dopo un arresto cinque anni fa.

"Non è accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia, non per cause naturali, mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello Stato". A dirlo è il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, a proposito del caso Cucchi.

A tre giorni dalla sentenza della Corte di appello che ha assolto tutti gli imputati (sei medici, tre infermieri e tre agenti della Polizia penitenziaria), dopo le polemiche interviene la Procura di Roma. "Se emergeranno fatti nuovi o comunque l'opportunità di nuovi accertamenti, la Procura di Roma è sempre disponibile, come in altri casi più o meno noti, a riaprire le indagini",  fa sapere Pignatone.

Parole cui ha immediatamente replicato Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. "Prendiamo atto di questa importante decisione del procuratore capo della Repubblica di Roma - ha detto -  Rimaniamo in attesa di giustizia e verità come abbiamo sempre fatto in questi cinque anni. Possiamo dire che vanno azzerate tutte le perizie e le consulenze che hanno fatto solo fumo e nebbia sui fatti".


E in un tweet il sindaco di Roma, Ignazio Marino, dice: "Orgoglioso che Roma abbia un procuratore capo come Giuseppe Pignatone, disponibile a riaprire le indagini".

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