BOTTONI [1]

venerdì 3 ottobre 2014

trascrizioni dall’estero e registri. la "Babele" delle unioni gay

Comuni, giudici, ministri e prefetti: ognuno dice tutto e il suo contrario. Viaggio nell’Italia delle coppie alla ricerca di una certezza che non c’è.

Il prefetto di Bologna ha revocato la disposizione del Comune che prevedeva la trascrizione di matrimoni di persone dello stesso sesso celebrati all’estero e il ministro dell’Interno Alfano si congratula: bene così. Peccato che pochi mesi fa un giudice del tribunale di Grosseto abbia ordinato al Comune di «trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio» fra due uomini italiani celebrato negli Usa. Intanto il sindaco di Udine, Furio Honsell, superando a sinistra Alfano, ha trascritto nei registri di stato civile il matrimonio di due persone dello stesso sesso, contratto all’estero, in Sudafrica. Come diceva Flaiano? Poche idee ma confuse. Un aforisma che calza a pennello a questo Paese che sulla questione delle nozze gay sembra aver intrapreso due corse: quella veloce del paese reale, e quella lenta e piena di curve e di sensi unici del Parlamento.

«È proprio così», dice Furio Honsell, primo cittadino di Udine che difende il suo atto: «Non si sostituisce a quello che è un vuoto legislativo e che può essere colmato soltanto dal Parlamento, ma vuole essere la risposta all’esigenza di due cittadini che chiedevano che venisse applicato il diritto privato internazionale. E lo considero anche un contributo concreto per spingere il Parlamento ad armonizzare la normativa italiana a quella della maggior parte degli altri Paesi europei. E poi vorrei che si riflettesse sul fatto che oggi in Italia una persona, se cambia sesso, ha la possibilità di sposarsi».

Non la pensa così il ministro Alfano: «Nessuna azione, nessuna attività, nessuna decisione, nessuna direttiva dei sindaci, in materia di stato civile, può prescindere dal quadro normativo vigente nel nostro Paese». «Pertanto - aggiunge Alfano - il prefetto di Bologna ha eseguito correttamente la sua funzione e cioè il compito di garantire che l’operato del sindaco fosse in linea con le norme attuali. Questo a garanzia di tutti i cittadini e per una visione omogenea dell’applicazione delle nostre leggi sul territorio. Il sindaco, in questa materia - che rientra nella competenza esclusiva dello Stato -, non agisce in via autonoma, ma opera nella veste di ufficiale di governo, e proprio per questo, deve attenersi alle direttive del ministero dell’Interno. Spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua discrezionalità politica, individuare le giuste forme di garanzia e di riconoscimento per tali unioni».

E così anche il prefetto di Udine ha consigliato al sindaco di tornare sui suoi passi. «Ma io, obietta Honsell, non ho fatto una delibera valida per tutti come quella di Bologna. Ho deciso su un caso specifico dopo aver valutato le norme di diritto internazionale privato. Ho solo certificato un atto valido di per sé». Una spiegazione in linea con la motivazione del giudice del Tribunale di Grosseto che ad aprile ha ordinato al sindaco di Grosseto la trascrizione del matrimonio tra due uomini celebrato in Usa. «Non è previsto, nel nostro ordinamento, alcun ulteriore diverso impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all’estero», spiega. E la trascrizione non ha natura «costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé».

E a Milano la maggioranza di centrosinistra in Consiglio comunale rimane sorda al monito di Alfano e chiede al sindaco Giuliano Pisapia di accelerare sulla trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero. il consigliere Pd, Rosaria Iardino, sollecita il sindaco: «Vorrei che direttamente deliberasse sulla possibilità di trascrizione all’Anagrafe comunale di Milano dei matrimoni gay contratti all’estero. E vorrei che questa decisione fosse presa a prescindere da qualsiasi passaggio in Consiglio comunale, in modo che fosse celere e priva di ambiguità. Ciò che deciderà Pisapia sarà sicuramente la cosa più giusta da fare». Dall’opposizione il consigliere di FdI, Riccardo De Corato ricorda che a sbarrare la strada alla trascrizione delle unioni gay è stato il ministro dell’Interno del governo Renzi. «Ogni tentativo che il centrosinistra a Milano farà per aggirare le norme verrà segnalato prima al prefetto e poi, nel caso l’azione continuasse, al ministro». 

Maria Corbi

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO