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mercoledì 22 ottobre 2014

torna il Cardinale Ruini e si dice contrario alle unioni civili gay

Su Repubblica Aldo Cazzullo intervista il cardinal Camillo Ruini, già presidente della CEI, che parla, tra l'altro, di gay e divorziati.

Il cardinale Camillo Ruini, 83 anni, è stato per anni il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (ruolo che oggi riveste il cardinal Bagnasco), vicario del papa per la diocesi di Roma e di fatto interlocutore primario tra la politica italiana e quella vaticana. Al termine del recente sinodo dei vescovi sulla famiglia, Aldo Cazzullo l'ha intervistato per Repubblica e si è parlato di molte cose, tra cui anche le unioni civili. Cazzullo ricorda a Ruini che, per il cardinal Scola (arcivescovo di Milano), la chiesa cattolica sarebbe in ritardo sull'omosessualità e Ruini non si scompone di certo:

La questione del ritardo o dell’anticipo dipende dalla direzione di marcia in cui si va. Quando da giovane sacerdote venivano a parlarmi e talora a confessarsi vari omosessuali, dicevano di trovare nella Chiesa un ambiente rispettoso e comprensivo. Di alcuni divenni amico. Adesso la Chiesa è considerata in ritardo perché continua a ritenere l’omosessualità non conforme alla realtà del nostro essere, che è articolata in due sessi dal punto di vista organico, psicologico e più in generale antropologico. Sarà il tempo a dire se, sostenendo questo, la Chiesa è in ritardo o in anticipo rispetto all’opinione prevalente.

A proposito delle unioni civili e dell'apertura di Silvio Berlusconi, Camillo Ruini ha la stessa posizione che assunse quando si parlava dei DiCo (con tanto di Family Day a seguire):

È giusto tutelare i diritti di tutti; ma i veri diritti, non i diritti immaginari. Se c’è qualche diritto attualmente non tutelato che è giusto tutelare, e ne dubito, per farlo non c’è bisogno di riconoscere le coppie come tali; basta affermare i diritti dei singoli. Mi pare l’unico modo per non imboccare la strada che porta al matrimonio tra coppie dello stesso sesso.

A Cazzullo che gli fa notare che in Italia si parla di unioni civili e non di matrimonio, Ruini risponde dice che il contenuto è lo stesso, anche se cambia il nome del contenitore (e si sbaglia di grosso, come sappiamo, perché unioni civili alla tedesca non sono affatto assimilabili al matrimonio) e poi a proposito di Ignazio Marino e della trascrizione delle nozze gay celebrate all'estero, commenta:

Un sindaco ha il diritto di sostenere le proprie posizioni, ma non può per questo violare le leggi dello Stato.

Roberto Russo

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