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martedì 14 ottobre 2014

matrimoni omosessuali, gli italiani e la Chiesa rispondono ad Alfano

Negli ultimi giorni sono arrivate notizie interessanti e contrastanti. Abbiamo visto un Ministro dell'Interno scagliarsi contro i comuni rei di aver registrato matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero e abbiamo visto persone manifestare nelle piazze in silenzio contro gli omosessuali, brandendo un libro trasformato da simbolo della luce che illumina attraverso cultura e scienza, a oggetto che oscura.

Di contro sono arrivate anche due notizie positive, da luoghi dove forse ce le si aspettava meno. La prima è un sondaggio che rivela come oltre il 50% degli Italiani sia favorevole alle unioni omosessuali, la seconda il documento preparato al Sinodo a Roma. La Chiesa sembra aver dato un'accelerata che spero si rifletta positivamente su tutto il paese, parlando di divorziati, coppie di fatto, risposati, unioni gay con un nuovo atteggiamento di accoglienza e volontà di comprensione, contro ogni chiusura. Gli Italiani invece, come sempre, hanno dimostrato di essere aperti e 'avanti' rispetto a chi li governa.

È oggi necessario intervenire subito su questi temi con una legge che ci riallinei con gli altri paesi europei e occidentali, sull'esempio di Papa Francesco e ancor più per seguire la volontà dei cittadini. Ad oggi in Italia ci sono tante coppie omosessuali (almeno 1 milione i gay e le lesbiche dichiarati) di cui molte con figli (concepiti magari all'estero o in matrimoni precedenti). Questi bambini, dal punto di vista legale, risultano spesso figli di uno solo dei due partner, rischiando di rimanere orfani per lo Stato in caso di malattia o peggio di perdita dello stesso, con possibile separazione dall'altro genitore 'affettivo'. Quella dei diritti è quindi un'emergenza vera che va affrontata subito, non inferiore ad altre che assillano il nostro paese, perché crea diseguaglianze e ingiustizie. Gli studi hanno confermato sotto molti punti di vista sia la 'naturalezza' dell'omosessualità, presente in moltissime specie, anche vicine all'uomo, sia, dal punto di vista psicologico e pedagogico, il non sussistere di differenze tra bambini cresciuti in coppie eterosessuali e omosessuali.

I pregiudizi cadono uno dopo l'altro e istituzioni anche di tradizione molto conservatrici, com'è la Chiesa, stanno prendendo atto di quanto la cultura diffusa ha già conquistato. Lo stato italiano non può rimanere indietro anche su questo punto, deve decidere se si annovera tra gli stati occidentali liberali, o rimanere una democrazia incompleta, dove diritti e dovere sono distribuiti a seconda di pregiudizi e preconcetti.

Laura Puppato

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