BOTTONI [1]

giovedì 18 settembre 2014

" i gay devono essere condannati a morte o vivere nel celibato ", dice un pastore in U.S.A.

Un pastore di una chiesa battista in Tennessee, negli Stati Uniti d’America, ha tenuto un sermone che ha avuto vasta eco in tutti gli USA per via delle affermazioni omofobiche contenute. Nel suo sermone, infatti, il pastore Robby Gallaty, ha sostenuto che tutte le persone lesbiche, gay, bisessuali o transessuali dovrebbero essere condannate a morte o, per evitare la pena capitale, scegliere di vivere nel celibato. Il suo discorso contro il collettivo LGBT è durato circa un’ora e in esso il pastore ha giustificato l’opposizione cristiana all’omosessualità, affermando, tra l’altro:

" Dio ha detto che i peccati degli esseri umani impregnano la terra in cui vivono, e allora che succede alle persone che si dedicano alla pratica immorale dei rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso? La risposta è nel Levitico, in cui leggiamo che Dio punisce questi peccati e tali peccatori dovranno essere messi a morte per lavare l’onta "

E poi ha continuato:

" Un uomo nero non può cambiare razza né può farlo un uomo bianco, ma un omosessuale può scegliere di smetterla con il mettere in pratica atti omosessuali. La sessualità è una scelta, il genere e la razza no. Non sono la stessa cosa. "

Robby Gallaty non è certo solo in questa sua crociata: ricordiamo che nel 2012 il pastore Worley della Carolina del Nord ebbe a condannare l’approvazione del matrimonio ugualitario difesa dal presidente Barack Obama e chiede che gay e lesbiche venissero rinchiusi in celle elettrificate per essere sterminati.

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