BOTTONI [1]

sabato 1 marzo 2014

Claudio Cia, c'è o ci fa ? a Trento delirio omofobo sulla pelle dei nostri figli



Il piccolo signor Cia ha avuto il suo momento di gloria. Si parla di lui in alcuni giornali e lui gongola immagino pensando alle prossime elezioni.

Ma chi è il signor Cia per chi ancora non lo sapesse? Il signor Cia è un consigliere comunale di Trento che ha preso un'iniziativa per lo meno molto scivolosa.

Quell'individuo oscuro di cui nessuno sapeva nulla fino a pochi giorni fa, è nominato oggi su migliaia di profili Facebook per avere avuto una genialata stupidissima e cattiva (si si, esistono anche le genialate stupide). In pratica, non ha trovato nulla di meglio da fare per ottenere i suoi 5 minuti di gloria che chiedere il prelievo forzoso dei figli nati e cresciuti da coppie lesbiche o gay sul territorio di Trento.

Ecco l'estratto conclusivo della "brillante" dimostrazione del consigliere :

Ora il signor Cia si lamenta su qualche testata che gli fanno l'onore della cronaca, che è stato insultato, e si stupisce pure, e si atteggia anche a vittima!

Mi chiedo io invece come avrebbero reagito altre comunità bistrattate dai fascisti di ogni tipo all'annuncio che un rappresentante delle istituzioni (seppure locali) chiedesse il prelievo dei loro bambini non perché violenti, drogati, non adempienti ai loro doveri di genitori ma soltanto perché zingari, musulmani, ebrei o perché - che ne so - rossi di capelli o mancini ?? Credo che avrebbero preso le forche e fatto un macello!

Anche a noi genitori omosessuali verrebbe di dirgliene quattro senza molta delicatezza ma noi, contrariamente a lui, siamo persone civili e non ci viene in mente di chiedere il prelievo forzato dei figli dei deficienti, degli integralisti religiosi, dei fascisti di ogni bordi, ... eppure non ho dubbi che quei bimbi sono molto meno fortunati dei nostri.

Ora spero soltanto che tutti i genitori di Trento si ricorderanno di lui al momento del voto, che prendano coscienza che è un individuo poco brillante (per chiedere cose che non hanno possibilità alcune di essere accolte), senza dubbio cattivo (per volere togliere dei figli desiderati, rispettati e amati come pochi, ai loro genitori), chiaramente omofobo e con una sensibilità umana che non si avvicina nemmeno a quella delle pietre. Per di più, e non è da poco, abusa delle sue mansioni e spreca il denaro dello Stato: in quanto consigliere comunale per la lista civica di Trento, viene perfino pagato coi soldi pubblici per pensare stupidaggini e cattiverie del genere.

Elettori di Trento, oggi è toccato a noi genitori omosessuali, domani chi sa chi sarà vittima di qualche altro delirio !?

Intanto cito l'associazione dei psicologi italiani che ne sapranno più di Cia a proposito del benessere dei figli delle persone omosessuali e transessuali e mi auguro che presto non sentiremo più parlare di un certo consigliere del Comune di Trento.

L'Associazione Italiana di Psicologia ricorda che le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale [...]. Infatti i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psico­-sociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano. In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell'ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano dello stesso sesso." Lo stesso orientamento ha l'American Psychoanalytic Association:"E' nell'interesse del bambino sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti e capaci di cure. La valutazione di queste qualità genitoriali dovrebbe essere determinata senza pregiudizi rispetto all'orientamento sessuale".

Giuseppina La Delfa

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