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martedì 25 febbraio 2014

Uganda, entra in vigore l’odiosa legge contro i gay

Il Presidente dell’Uganda, Yoweri Museveni, ha firmato la legge che prevede pene fino all’ergastolo per gli omosessuali.

Già la settimana scorsa  Museveni aveva affermato che, in assenza di prove che l’omosessualità sia una condizione genetica, avrebbe deciso di procedere alla promulgazione della legge.

La legge anti-gay, approvata in Parlamento a dicembre, prevede l’ergastolo per i recidivi, vieta qualsiasi propaganda dell’omosessualità e rende obbligatoria la denuncia delle persone omosessuali.

Le persone gay, lesbiche e trans in Uganda sono già vittime di molestie e minacce e violenze di ogni genere e questa legge aggrava ulteriormente le loro condizioni, rendendo impossibile l’azione di qualsiasi associazione che voglia tutelarli e alimentando un clima insopportabile di terrore.

Del tutto surreale che un Paese con i gravissimi problemi sociali ed economici che ha l’Uganda decida di accanirsi ferocemente contro una delle minoranze più discriminate, additandola come un capro espiatorio da colpire indiscriminatamente.

“Ci troviamo di fronte a una violazione inaccettabile dei più elementari diritti umani e ad un modello pericolosissimo per altri Paesi della regione” afferma Andrea Maccarrone – Presidente del Circolo Mario Mieli – “Speravamo che le critiche del Presidente Obama, le prese di posizione della comunità internazionale e il duro attacco del premio Nobel Desmond Tutu consigliassero il presidente Museveni a non firmasse questa legge liberticida. Come Desmond Tutu ha osservato, la legge contro i gay ugandesi è paragonabile alle norme contro le minoranze del periodo nazi-fascista e porterà a una forte recrudescenza di atti, a delazioni e ulteriori attacchi contro le persone omosessuali che resteranno del tutto impuniti”.


Chiediamo al  Governo italiano e alla nuova Ministra degli Esteri Federica Mogherini di attivarsi immediatamente per bloccare tutti gli aiuti e isolare dal consesso internazionale l’Uganda, esattamente come si fece con il Sud Africa dell’Apartheid.


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