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martedì 25 febbraio 2014

Governo Renzi : sui diritti civili un compromesso contro natura

L'Italia si crogiola da decenni nella sua autarchia valoriale sul tema dei diritti. Per la stragrande maggioranza dei politici di centro destra e di centro sinistra si tratta di questioni delicate o eticamente sensibili. Gli italiani non sono in grado di gestire il proprio fine vita, sono troppo irresponsabili nel scegliere le tecniche di fecondazione assistita, sbagliano a non sposarsi e, quindi, è chiaro che gli tocca la condanna di non avere alcuna tutela. Se un bambino etiope nasce a Milano, che patisca la sua condizione di reietto almeno fino alle elementari (nuova proposta Renzi). Se poi sei italiano e omosessuale, disarmati da pochi secoli i tribunali ecclesiastici, rimane in piedi quello del Parlamento, zeppo di omosessuali repressi (e quindi ancor più feroci), di eterosessuali vandeani, destri e sinistri moralisti di ogni risma, con diversi e diverse amanti, etero, omosessuali, trans, e inquadrati in specchiate famiglie ufficiali, tradizionali o meno poco importa. Nella decadenza della seconda Repubblica, assai più ipocrita e odiosa della prima, si costruisce la terza tra urla sguaiate e sempre eterni manipoli segreti, dove si siglano con tronfia baldanza i compromessi, in altre parole l'umiliazione delle persone normali, di quelle che non accedono a privilegi, alla scrittura di documenti che son carta straccia ancor prima che emergano come improbabili editti. In queste ore è ritornato di moda il compromesso e guarda caso su due questioni che dovrebbero essere distintive del DNA della sinistra riformista: la cittadinanza e le unioni civili.

La definizione di compromesso è chiara "In una disputa, il compromesso è il risultato di concessioni da entrambe le parti con lo scopo di trovare un terreno comune su cui concordare. Il compromesso porta ad appianare le differenze ed è raggiunto attraverso la mutua rettifica delle reciproche richieste, concedendo un po' a ciascuna delle parti". Quindi ci sarebbero delle differenze, in special modo sulle unioni civili, tra Renzi e Alfano.

Del primo sappiamo che nonostante la sua sempre citata "timidezza" (che speriamo per lui non sia condizione personale, ma solamente politica) il tema lo deve affrontare, almeno per non far brutta figura rispetto ai suoi epigoni sparsi nel mondo, che da tempo hanno promosso e approvato leggi. Del secondo conosciamo i comizi, dove con durezza ha sempre difeso la famiglia naturale nata dal matrimonio, sostenuto sicuramente dal suo elettorato di riferimento e da inquisitori come Giovanardi, Roccella, Sacconi e così via.

Qual è tra i due il possibile compromesso? Un atto contro natura, che dal Pd sarebbe subìto (vista anche l'insipienza della sinistra interna cuperliana che non è nota per coraggio concreto su questi temi) ma non vissuto come un dramma, e dal Nuovo Centro Destra ingoiato nonostante si pensi senza infingimenti che gli omosessuali siano dei malati, pervertiti, degni al massimo di sopportazione, non certo soggetti di diritto. Non si tratta, quindi, di un compromesso, perché in quel caso le parti dovrebbero conoscere un minimo di valore all'oggetto del contendere, è un atto contro natura, di un centro sinistra che nega i propri valori e da un calcio alla sua vocazione democratica ritenendo milioni di cittadini, tra cui i bambini delle famiglie gay e dei migranti come soggetti disabili a esser posti alla pari nel godimento dei diritti e nell'accesso ai doveri.

Per quanto riguarda il Ncd la tattica è quella della riduzione del danno, partendo dalla necessità di opporsi a ogni norma che dia dignità sociale alle coppie conviventi, in special modo quelle gay, puntando tutto sui piccoli accordi regolati dal codice civile, nessun diritto patrimoniale ed economico, qualche pietosa concessione sul terreno delle sventure. Sull'altare nel nuovo patto politico tra Pd e Nuovo Centro Destra, si squarta l'uguaglianza decantata dalla Costituzione e si avviano anti-europee contro riforme che si vorrebbero persino far passare come piccoli passi in avanti e invece sono offensive prese in giro.

Un compromesso serio sarebbe stato quello di assestarsi sulla già formalmente arretrata legislazione tedesca di cui sentiamo parlare a vanvera da due anni dai vari leader PD, per la comunità lgbt italiana non sarebbe stata comunque soddisfacente, perché l'unico obiettivo possibile rimane il matrimonio egualitario, ma insomma poteva esser ingoiata con grande sforzo. E invece l'incontro tra forti culture clerical reazionarie e pallide posizioni cattoliche democratiche, di genuflesse laicità e sepolcri imbiancati di sinistre arruffone, non può che determinare proposte di legge spaventose su cui speriamo si oppongano, per esempio al Senato, non solo i sei senatori di fede civatiana, ma anche altri ora tremolanti parlamentari dell'altra sinistra interna. Certo il patto sulle nostre vite da fantasmi, potrebbe anche produrre soccorsi insperati (o già calcolati?) di pezzi di Forza Italia, che renderebbero ininfluenti tanti mal di pancia a sinistra.

Vari esponenti di Ncd hanno ringraziato Renzi per non aver ascoltato quelle parti radicali del suo partito (così estremiste come Cameron, sigh!) che avevano chiesto di tenere fuori dal patto di governo ius soli e unioni civili, lasciando libertà a maggioranze trasversali. Insomma ecco il punto su cui Renzi ha ceduto ai ricatti della destra, con buona pace dei gay e dei migranti, sempre buoni a esibire nelle campagne elettorali e primarie, e ottime parti macellate da lanciare ai lupi affamati del conservatorismo anti democratico d'Italia.

È possibile che questo cosiddetto compromesso sia solo fumo negli occhi, che niente sarà davvero apparecchiato, in questo caso, ci toccherà attendere ancora anni, ma perlomeno non saremo soggiacenti a indegne leggi.

Aurelio Mancuso

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