BOTTONI [1]

BOTTONI [2]

martedì 7 gennaio 2014

diritti delle persone omosessuali : chiacchiere e preoccupazioni. ma per cosa?

Sono tutti preoccupati, dal Papa ad Alfano, dai vescovi agli estremisti di destra, dai moderati del centro agli opinionisti beceri che imperano su quel che è rimasto della tv italiana! Per le guerre? La fame nel mondo? La miseria? I milioni di Italiani sotto la soglia di povertà? I morti per aids? Le donne trucidate da mariti e compagni? I bambini violentati dai preti, dai padri e fratelli maggiori? Per l'Africa che muore? La Cina e l'India che esplodono? Il buco dell'ozono? Per i gay impiccati in Iran, quelli trucidati a sassate in Russia? Per la crisi che affligge il mondo? I terremoti e gli uragani? La fine del mondo? La fine delle speranze? L'assenza di lavoro? Le tasse insopportabili? Le bugie dei politici? L'ipocrisia delle religioni? La stampa venduta al potere? La scuola che annega? L'università e il suo nepotismo imperante? La fuga dei cervelli? Pompei che crolla? ...

Sono tutti preoccupati e parlano parlano parlano dicendo sempre che non è una priorità, che c'è altro a cui pensare (senza però pensarci davvero, e senza fare niente perché le priorità trovino soluzioni), e parlano, discutono, s'insultano, si bloccano, minacciano, si svendono, fanno le persone serie, responsabili, danno l'idea che si sta giocando l'avvenire del mondo con questa questione!

Ma allora è una priorità? O non lo è?

Siamo parlando ovviamente dei diritti delle persone omosessuali e transessuali e delle loro famiglie.

Il grande tema della stagione appena iniziata. Come al solito, si prepara la campagna elettorale e escono fuori come i funghi i soliti discorsi populisti e avariati che hanno almeno un merito: mettono tutti d'accordo, i pro e i contro: siamo tutti stanchi di sentire parlare dei diritti civili da 30 anni a questa parte senza avere visto l'ombra di un diritto.

E sinceramente se si smettesse di parlarne e si rendesse concreto qualcosa, almeno faremo un dibattito sul concreto e non sulle solite chiacchiere preelettorali.

Ormai i circa 4 milioni di elettori e elettrici gay lesbiche e transessuali ne hanno fin sopra i capelli. E si, siamo tanti, 4 milioni di "pervertiti" per qualcuno, 4 milioni di "disperati" per altri, 4 milioni di cittadini parecchio arrabbiati per me e 4 milioni di persone che sono, per tutti stavolta, una massa di elettori da attirare nelle proprie reti. Perciò ogni volta si scatena la guerra a chi avrà i voti di quei "deficienti" che votano ancora non essendo per nulla considerati cittadini da chi chiede loro il voto.

Eppure questi, "i gay", ci tengono a votare, a mostrare che contano (?!). Personalmente e finché non ci sia una proposta che sia convincente e rispettosa, proporrei un voto di protesta massiccio e unitario: una bella croce (ci sta !) traversale su tutte le schede elettorali. Qui o contiamo davvero e come gli altri, o non contiamo per nulla. Fino a ora però non c'è stato questo coraggio di astenersi dalle urne perché ogni volta ci abbiamo creduto e ogni volta siamo stati ingannati o traditi.

Intanto il Papa si preoccupa per la discussione a Malta sulle adozioni di minori da parte delle persone omosessuali, Alfano pensa prima alla FAMIGLIA, gli integralisti si oppongono e non vogliono saperne nulla, quelli della "Manif pour tous", finanziati dalla Curia, si organizzano per la resistenza, gli intellettuali, come sempre da un po' a questa parte, tacciono o lavorano in silenzio non capendo che senza smuovere l'opinione pubblica faranno sempre più rumore 3 mentecatti con un cartello "NO" che una rivista scientifica che leggono in 20000 nell'intimità delle proprie case.

Un po' sono anche stanca di sentire gli stessi discorsi e l'assenza di risposte. Come se chi potesse rispondere si fosse stancato di fronte alle stupidaggini di alcuni deficienti omofobi o si fosse stancato di opporre argomentazioni sensate a discorsi ideologici basati sul nulla, o piuttosto basati sulle paure e l'odio.

Vorrei chiedere al Papa, per esempio: perché è scioccato e preoccupato per le adozioni? E' solo preoccupato per i bambini delle famiglie omogenitoriali maltesi e italiane o per tutte?
Lo sa, il Papa, che in Argentina per esempio le famiglie costituite da coppie omosessuali o transessuali sono tutelate e rispettate? Che i loro figli hanno tutte le garanzie rispetto ai loro affetti e ai loro beni? Lo sa che in quasi tutte le democrazie laiche occidentali queste famiglie sono ugualmente serene e rispettate dalle leggi, che sono considerate degne e garantite per i legami che costruiscono? Lo sa, il Papa che l'Italia e Malta sono fra le poche democrazie occidentali a negare diritti fondamentali alle persone omosessuali e transessuali?

Certo che lo sa! Ha pure affermato di recente che questi ragazzi, come quelli dei divorziati, sono una sfida educativa difficile e interessante. Ma con la sua aria bonaria, dice anche "niente adozioni" e "niente matrimonio" e "nessuna uguaglianza". Preoccupato.

Per cosa dovrebbe preoccuparsi un Papa? Se ha a cuore davvero l'interesse e il benessere delle persone? Non dovrebbe preoccuparsi di sapere che dei minori sono in pericolo se i genitori si separano o se uno dei due sparisce prematuramente? Non dovrebbe trovare ingiusto che dei minori non possano godere di tutele e sicurezze? Lui pensa che, perché non è d'accordo con le famiglie che costruiamo, ci possa cancellare dal mondo, o ignorare? O negare? Che possa vituperare col sorriso?

Direi al Papa e alle forze politiche che contrastano la serenità delle nostre persone di avere un po' più di coraggio e ammettere i fatti.

I fatti sono che ci sono circa 4-5 milioni di omosessuali in Italia, che molti fra loro vivono in coppie stabili e hanno necessità di tutelare i loro cari, che moltissimi fra loro, e sempre più numerosi, hanno dei figli cresciuti alla luce del sole ma senza diritti e tutele.

Ora, di fronte ai fatti ci sono alcune considerazioni da prendere in conto che riassumo come segue :

-          Il parlamento che rappresenta la nazione, e dunque anche quei 4-5 milioni di persone, deve decidere se queste persone sono cittadini come altri o una sottospecie umana da ignorare, nel migliore dei casi, o da vituperare, come troppo spesso è successo.

-        Fino ad ora l'atteggiamento del parlamento in generale è stato l'uno e l'altro ma spinti dall'Europa intera, e da tutte le democrazie occidentali, qualcuno pensa di darci il contentino discutendo di unioni civili solo per "i gay" (la sottospecie in questione) e non dare pari dignità e uguaglianza di fronte alle leggi a questi milioni di cittadini che fanno anche essi ovviamente la loro parte in termini di partecipazione alla vita collettiva della nazione.

-           C'è chi pensa, nel parlamento che è già troppo !

-           C'è chi pensa che è abbastanza !

-           C'è chi pensa che si può fare di più, poco convinto.

-        C'è chi dice che bisogna dare a tutti le stesse opportunità e gli stessi doveri ma lo dice di sbieco mentre noi aspettiamo convinzione sincera, prese di posizione nette e irrevocabili, proclami pubblici argomentati.

Insomma aspettiamo ancora la nostra Taubira. E sinceramente temo che l'aspetteremo ancora per tanto.

La verità è che viviamo in un paese con una classe politica omofoba, codarda, sottomessa agli interessi personali e a quelli della curia. Un paese che non ha nessuna voglia che le cose cambino, un paese in cui si tollera per esempio che i ginecologi prendano in giro una legge dello Stato e lasci che le donne tornino a usare gli studi privati dei medici obiettori di coscienza per abortire. Gli stessi che per non dare fastidio al vescovo e non intralciare la carriera fanno abortire di nascosto guadagnando fior fior di soldi. Un paese che vieta l'eterologa ma che chiude un occhio se i gameti vengono venduti sotto banco dagli stessi medici ipocriti obiettori di coscienza, un paese che nutre la differenza di genere e la superiorità del maschio sulla femmina, nella sfera pubblica e privata, un paese che non fa nulla perché le cose cambino davvero, che non vuole modificare i libri di testi delle scuole, che non cambia l'immaginario maschile sulle donne che rimangono sostanzialmente "a disposizione", immagini svilenti diffuse dalla pubblicità e dalla tv, immagini di immobilismo sociale che imperversano nella scuola, nei giocattoli e nel linguaggio, un paese che non vuole cambiare perché va bene cosi, un paese che sostanzialmente non ci vuole, perché è vero che siamo un pericolo, ma non certo per la famiglia ma per l'idea della famiglia che i poteri forti vogliono mantenere.

Insomma, cari signori, preoccupatevi di più per le cose davvero importanti e tacete su di noi, tacciano soprattutto chi pretende rappresentarci in parlamento, non vogliamo essere rappresentati da nessuno tranne se andate a dire una sola cosa: vogliamo essere cittadini come gli altri di fronte alle leggi dello stato. Di istituti al ribasso, solo per noi, non vogliamo, non vogliamo mediare con le nostre vite e le nostre dignità.

La mediazione ha portato solo al nulla che abbiamo e ha dato a certi la possibilità di farsi un posticino al sole. Godetevelo e lasciateci stare. È più rassicurante non sentirvi parlare per noi.


Come dice Tytti, la ragazza finlandese che vive da noi quest'anno, "tutto questo parlare, per cosa? Parlate di meno e fate ciò che va fatto".

Giuseppina La Delfa

0 commenti:

PUBBLICITA' - GIORDANO