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lunedì 16 dicembre 2013

l'aborto non e' un diritto umano : a rischio rapporti tra Pd e gruppo Socialisti e Democratici

Scricchiolano pericolosamente i rapporti nel gruppo Socialisti e Democratici, ''S&D', tra i vertici ed il gruppo Pd e dentro lo stesso gruppo Pd, senza trascurare l'impatto negativo nel Partito socialista europeo, in termini di affidabilità politica del Pd, in vista delle elezioni europee di maggio. 

Il casus belli, é il voto di un drappello di sette eurodeputati cattolici del Pd, che, schieratisi con i popolari del Ppe, hanno contribuito, insieme ai conservatori e alle destre estreme, ad affossare - 334 sì, 327 no e 35 astenuti - la risoluzione della eurodeputata del gruppo 'S&D', Edite Estrela. E' così saltato il riconoscimento dell'aborto come 'diritto umano', delle donne, da 'garantire sicuro e legale' in tutti gli Stati membri dell'Ue. E con esso, anche il progetto di informazione nelle scuole della sessualità e delle malattie sessualmente trasmissibili, della prevenzione della gravidanza in età adolescenziale e dell'accesso ai contraccettivi. Un duro colpo alle donne, ai loro diritti, alla loro libertà e al loro benessere psico-fisico. Una 'frattura' si é prodotta, dunque, nel gruppo 'S&D', tanto che il presidente Hannes Swoboda, in una lettera, ha stigmatizzato il comportamento, 'poco elegante', dei sette eurodeputati e ha censurato la scelta compiuta: la loro astensione sulla mozione del Ppe ha contribuito alla bocciatura del rapporto Estrela. Scelta che non é sfuggita neppure ai vertici del Pse: la credibilità del Pd ha, così, perso quota. 

Accuratamente l'evento in Italia é stato occultato e si é dirottata l'attenzione su altro: job act, green economy, destinazione Italia, finanziamento dei partiti, tares e balzelli vari, mentre nel Paese i focolai del malessere sociale crescono. A mordere non sono solo le politiche di austerita' per le diseguaglianze sociali ed economiche che generano quotidianamente, dall'esplosione nel 2008 della crisi, 'truffa' finanziaria, ed alimentano ovunque i disastrosi populismi già sperimentati in passato, ma é anche il restringimento dei diritti civili e sociali e delle liberta' personali. Con il 'vergognoso' voto del Parlamento europeo sulla risoluzione Estrela, 'salute e diritti sessuali e riproduttivi', compreso il diritto all'aborto sicuro e legale, si é gettata altra benzina sul fuoco. "L'ipocrisia e l'oscurantismo hanno vinto. 

L'Europa vive ore cattive e il Parlamento europeo, purtroppo, è stato più progressista nel 2002 di quanto lo sia oggi", sono le allarmate parole della Estrela dopo la bocciatura della sua risoluzione per una manciata di voti, quelli decisivi del drappello dei sette eurodeputati cattolici del Pd, vicini al neo-leader Matteo Renzi. Silenzio di tomba del Governo e del Pd, ma anche di Sel e del variegato mondo di intellettuali e di giuristi di sinistra e, tranne poche eccezioni, dei media. Del resto che importa se l'Italia con il 70% dei medici obiettori di coscienza é con la Slovacchia e l'Ungheria ai primi posti nella classifica degli Stati membri dell'Ue dove e' sempre piu' difficile praticare l'aborto a fini terapeutici, come dispone la stessa legge 194 del 1978, e se é tra gli Stati membri e' ai primi posti per i viaggi all'estero delle coppie con problemi di fetilità, essendo vietata la fecondazione assistita! Tutto ciò rientra in una aberrante logica: la donna non conta e non dev'essere libera di scegliere. "E' allarmante il rifiuto, con questo voto vergognoso, di una risoluzione che garantisce diritti alle donne di ogni età, che parla di prevenzione della gravidanza, di salute sessuale e di aborto sicuro e legale. Continueremo la nostra battaglia di civiltà", ha assicurato la Estela. E i vertici del gruppo Pd a Strasburgo? Silenzio assoluto, a comincianre dal vice-presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella. 

A farsi sentire, invece, il presidente del gruppo 'S&D', Swoboda: "sono sconcertato dalla campagna demagogica e fuorviante di conservatori ed estrema destra, dentro e fuori il Parlamento". Alla quale si sono accodati i sette eurodeputati del Pd che, a detta dell'eurodeputato Pd Roberto Gualtieri, "hanno fatto un errore politico davvero grave, inaspettato. Uno schiaffo politico che ha messo in imbarazzo il Pd di fronte ai progressisti europei. Non solo: non hanno avvertito nessuno di noi". I 'magnifici' sette eurodeputati cattolici del Pd? Il capo-gruppo David Sassoli, Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi e Patrizia Toia. 

Carlo Patrignani

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