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venerdì 11 ottobre 2013

matrimonio in Francia per due professoresse del Campus salernitano

Due docenti madrelingua del Campus salernitano si sono sposate lo scorso 5 Ottobre a Lille, paesino nel Nord della Francia, di cui sono originarie e dove si sono conosciute. Il loro legame è una relazione stabile e duratura, la loro unione dura da 31 anni ed hanno due figli (avuti con il supporto della procreazione assistita).

 
Giuseppina La Delfa, italo-francese e la sua compagna francese, Raphaelle, entrambe insegnanti all’Università degli Studi di Salerno, vivono in Italia da ben 23 anni. Da anni aspettavano che diventasse legittimo il diritto al matrimonio gay anche in Italia ed in questa lunga attesa a decidersi, però, e ad arrivare prima è stata la Francia: così è nato l’intento ormai divenuto realtà di sposarsi Oltralpe. 

Giuseppina e Raphaelle sono entrambe madri: Giuseppina ha dato alla luce Lisa Marie, che adesso ha dieci anni, Raphaelle ha avuto il piccolo Andrea, che ora ha un anno. Affermano di essere una coppia che ha scelto consapevolmente di aver figli: sono una famiglia. Questo il punto di partenza: il concetto di famiglia.  L’essere una famiglia è ciò che è riferito dalla popolazione italiana e proprio la popolazione italiana è costituita da famiglie monogenitoriali, famiglie senza figli, famiglie allargate con i figli di matrimoni precedenti, famiglie composte da persone di razza diversa, di religione diversa e da famiglie omosessuali. Ciò perché è famiglia, secondo il senso comune, ovunque due persone si leghino affettivamente e decidano di vivere assieme. I figli sono espressione di questo amore ed è l’amore il centro del legame.



Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts, da anni vivono in un piccolo paese della provincia di Avellino: Santo Stefano del Sole, centro con poco più di duemila persone. Adesso la coppia, almeno in Francia, avvierà la procedura per l’adozione reciproca dei figli. In Italia, invece, questo iter non esiste ancora. La prof.ssa Giuseppina La Delfa, da otto anni è anche presidente nazionale dell’ Associazione Famiglie Arcobaleno che si batte per riconoscere i diritti di famiglie omosessuali che hanno figli.

Il sogno di chi si ama è vedersi non negato il diritto d’unione, di sposarsi, di essere riconosciuti nucleo familiare: per far ciò si è spinti ad andare fuori dall’Italia.

Quando tutto ciò sarà possibile anche in Italia?

Basta dare uno sguardo alle diverse legislazioni vigenti nei paesi europei in materia di unioni omosessuali, per rendersi conto che l’Italia è quasi sempre un passo indietro quando si tratta di diritti civili. Del resto fu così anche per il divorzio, così per la legge sull’aborto, ammesse in Italia  dopo decenni rispetto ai limitrofi paesi occidentali. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso che, come ci hanno mostrato Giuseppina e Raphaelle, è ormai legge dello Stato nella vicina Francia ed a seguire di poco lo sarà anche nel Regno Unito, mentre la Spagna lo aveva introdotto già nel 2005.

E’ impossibile credere ad un’Italia incapace di guardare avanti?

Rendere legittimo il diritto alle unioni omosessuali, oltre ad accorciare le distanze con il resto d’Europa, rappresenterebbe un riconoscimento ed un segnale forte: può e deve esistere un futuro di diritti e rispetto per migliaia di cittadini italiani che si vedono negati un diritto civile imprescindibile. Senza ciò lo scenario possibile resterebbero solo l’esilio, per vedere riconosciuto il diritto all’unione, o la rassegnazione.

Alla domanda “Cosa è arrivato dietro l’obiettivo della tua macchina fotografica e cosa hai portato con te al tuo ritorno in Italia?”, Mirella, la deliziosa fotografa, con un sorriso ha risposto: “Avrò celebrato centinaia di matrimoni, ma mai intensi come questo! L’emozione che si avvertiva, l’atmosfera intensa, garbata, il contesto ricercato eppur vero, hanno emozionato profondamente tutti le persone presenti; soprattutto forte e dritta allo stomaco arrivava la sensazione di un amore infinito (senza principio, senza fine), riconosciuto comunemente.“

Facendo scorrere i fotogrammi della movie (video di Gaetano D’Auria, fotografo e videografo), le scene sono accompagnate dalla meravigliosa melodia Le tourbillon de la vie (ripresa dalla pellicola di “Jules et Jim” di F. Truffaut). L’emozione corre tra le note, i plausi, i fotogrammi e l’audio originale della ripresa. Sembra essere catapultati in un’altra dimensione, ove perde terreno ogni scetticismo per una “mancata normalità” e lascia il posto invece alla certezza degli affetti ed all’amore che è capace di superare ostacoli e di abbattere muraglie di indifferenza e pregiudizio.

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