BOTTONI [1]

martedì 13 agosto 2013

ragazzo omosessuale suicida a Roma, Fabio Ferri : " l'abbiamo lasciato solo "

L'abbiamo lasciato solo.

Non ci si può suicidare a 14 anni quando ancora non hai iniziato a vivere la tua vita, il tuo piacere.

Quando ancora non hai avuto modo di capire cosa sia la tua sessualità, il tuo desiderio.
 
Ti ricordi i tuoi 14 anni?

I tuoi 15, ed i tuoi 16 anni...

La paura, il desiderio, la gioia e la curiosità.

La voglia di capire come funziona il tuo corpo, la voglia di dare e ricevere piacere. La timidezza e il terrore di rivelarsi.

A 17 anni, a volte a 18 ancora non hai vissuto, capito, goduto, ricevuto, o dato sesso, né tantomeno amore.

Forse neanche un bacio.

Dove erano le sue amiche, i suoi amici, i compagni e le compagne di classe. Non dico 'la famiglia' che a volte fa più danni che altro.

Dove eravamo noi tutti?

Dov'era il collettivo, il politico. Il gruppo.

Ciò che ti fa uscire dalla dimensione individuale, solitaria, isolata, dove puoi perderti in un bicchier d'acqua.


Solo tra amici, tra compagne e tuoi simili puoi affrontare le tue incertezze, nel cazzeggio tra ragazzi, nella battuta con cui riderci sopra e capire che non c'è alcun dramma nel desiderio.

Non c'è diversità.

Ci siam passati tutte e tutti.

Come possiamo averlo lasciato solo, a trasformare la cosa più bella della vita, l'amore, il sesso, il piacere in angoscia, in disperazione, in morte?

In un salto dal 7°piano del condominio.

Ricordi dove eri 4 estati fa, a ferragosto del 2009 quando il nostro amico adolescente era un bambino di quinta elementare?

A che cazzo son servite le nostre lotte per la sessualità giovanile, le nostre Pomiciate di Massa in piazza, le nostre migliaia di cartoline di autodenuncia 'Ho baciato un/una minorenne", i nostri gay pride, le nostre gay street, se poi ci si uccide saltando nel vuoto, per 7 piani, a san Basilio nel giorno delle stelle cadenti?

Dove cazzo eravamo tutte/tutti?

A chattare su facebook, o parlarci in silenzio, soli davanti a un monitor, senza aprire la bocca e dargli voce, schiacciando solo tasti su quei social network che tutto sono anziché sociali, che troppo spesso servono solo a socializzare milioni di solitudini, a isolarci e diffondere atomi di disperazione.

Chiederselo ra è tardi per lui.

Ma non è tardi, fosse anche solo per un altro giovane, per tutte le altre giovani vite che stanno passando dai piaceri dell'infanzia ai piaceri dell'età adulta, e invece che vederne la bellezza, ne soffrono oggi solo la discriminazione, l'incomprensione o la ridicolizzazione moralistica di coetanei conformisti e adulti benpensanti.

Torniamo in piazza, in strada, a scuola, in spiaggia, e al lavoro per il diritto al piacere, alla bellezza del sesso in ogni sua forma, per la condivisione personale e politica delle scoperte della vita.

Senza lasciarci nessuno e nessuna indietro.

A saltare nel vuoto da solo.

Da sola.

Fabio Ciccio Ferri

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